BENEDETTO IL ”CAMPANONE” RESTAURATO

Il campanone della cattedrale è finalmente tornato a Crema. Rimesso a nuovo presso le Fonderie Grassmayr di Innsbruck e Sabbadini di Fontanella, venerdì è stato posto nel cortile della casa vescovile e mercoledì sarà ricollocato sul campanile perché torni finalmente a suonare le lodi del Signore.
Sabato sera, la cerimonia della benedizione da parte del vescovo Oscar, alla quale erano stati invitati tutti i cittadini. Dopo la Messa vespertina in duomo delle ore 18, un piccolo corteo preceduto della croce e concluso dal vescovo s'è recato nel cortile dell'episcopio per la preghiera di benedizione.
Prima della liturgia, l'architetto Vania Zucchetti, direttrice dei lavori assieme al marito arch. Mario Scaramuzza, ha illustrato gli avvenuti delicati restauri, con una breve relazione che riportiamo integralmente al termine di questo breve servizio.
Dopo l'intervento, l'introduzione del vescovo: “Fratelli e sorelle, oggi la Chiesa cremasca – ha detto – accoglie con gioia la campana maggiore della nostra Cattedrale, dopo un necessario e accurato restauro. Da oltre due secoli – da quando fu posizionata sul campanile nel 1753 – la sua voce si intreccia con la vita del popolo di Dio: scandisce le ore e i tempi per la preghiera, chiama il popolo a celebrare la santa liturgia, a venerare la Vergine Maria, segnala gli eventi lieti o tristi per tutta la comunità e per i suoi singoli membri.
Oggi è festa per noi e un'occasione per cantare le lodi del Signore e per riscoprire il significato del suono delle campane nella nostra esperienza religiosa.
Celebriamo dunque con devota esultanza questo rito di benedizione. Il suono di questa campana, unito a quello delle altre cinque in un armonioso concerto, ricordi a tutti che formiamo una sola famiglia e ci raduni per manifestare la nostra unità in Cristo.”
È seguita la vera e propria preghiera di benedizione. Quindi mons. Cantoni ha asperso la grande campana, l'ha incensata e – con un martelletto – l'ha fatta risuonare, come inizio per il suo nuovo lungo “lavoro”. La cerimonia si è conclusa con il canto e la benedizione ai presenti.

Relazione per l'inaugurazione
del riposizionamento del campanone

Nella cella campanaria della Cattedrale si possono ammirare incastellate sei campane principali, realizzate in bronzo dalla fonderia cremasca di Domenico Crespi, datate 1753, oltre ad una settima piccola campana, datata 1828, fusa da Andrea Crespi, erede della prestigiosa storica fonderia.
La campana maggiore in RE bemolle sulla quale si possono vedere in rilievo, a differenza delle altre, le iniziali del nome D.C.F. (Fuse da Domenico Crespi), ha diametro di 1320 mm e altezza di pari misura. Il peso è di 1380 Kg.
Oltre alla datazione essa riporta anche un raffinato apparato decorativo figurativo posto sotto la prima fascia, dedicata a Cristo Re venuto in pace e fatto uomo.
A febbraio del corrente anno, si è ottenuto il nulla osta alla rimozione dalla cella campanaria per il trasferimento nella Fonderia Grassmayr, di Innsbruck.
Nel mese di aprile è stato rilasciato l'Attestato di temporanea circolazione dall'Ufficio Esportazioni di Milano, diretto dalla Dottoressa Raffaella Bentivoglio e nel primo mattino del 2 maggio, si è proceduto alla sua rimozione dalla cella campanaria, per trasportarla in Austria.
In fonderia è stata innanzitutto analizzata chimicamente la lega della campana in modo da poter determinare le esatte temperature per le successive lavorazioni e l'impiego del corretto materiale di riporto, che nelle riparazioni di questo genere, deve essere del tutto identico.
L'analisi chimica si è resa necessaria per la riparazione della calotta e dell'elemento centrale delle maniglie e per il riporto dei punti di battuta usurati.
In sede di analisi sulla campana, si è potuto notare come vi fosse una terza crepa presente sulla calotta. Si trattava di una crepa invisibile ad occhio nudo, che è risultata subito evidente però con l'utilizzo di specifici liquidi penetranti.
Le condizioni di salute della campana sono risultate quindi più compromesse rispetto al previsto, dato che la calotta era in una evidente condizione di stress, con possibili e probabili criticità riferite a tensionamenti interni, determinati dalla maniglia di aggancio del battaglio, affogata in fusione nel bronzo della calotta della campana.
La riparazione di crepe così estese ha comportato l'utilizzo di varie tecniche, in modo da rendere la calotta idonea all'armonioso e peculiare sistema di suono “a salto”, detto anche in “scala cremasca” in REb3 crescente, con un concerto montato nel tipico sistema ambrosiano a bicchiere.
La maniglia di aggancio, ha subito nei secoli delle dilatazioni sensibili, che si sono progressivamente tradotte in tensioni sulla calotta, già per natura fortemente stressata, creando le estese crepe riscontrate.
Dopo la verifica delle fessurazioni, la campana è stata portata ad una temperatura di circa 1200 gradi in corrispondenza delle crepe, tale da permettere di inserire al loro interno delle barrette in bronzo (lega composta dal 78% in rame e 22 % in stagno). Queste barrette, grazie all'azione del calore, si sono fuse all'interno di ogni singola crepa, fondendosi in un tutt'uno, saldandosi e rimarginando le singole fessure.
Poi il processo di raffreddamento naturale ha concluso la saldatura.
La riparazione è perfettamente riuscita sia sotto il punto di vista delle crepe, che della lavorazione finale della calotta ed i punti di battuta sono stati rigenerati.
Ne consegue che sia il timbro che il parametro di vibrazione sono migliorati rientrando nei normali standard qualitativi (si tenga presente che le deformazioni sui punti di battuta si traducono in inevitabili battimenti sonori), ora non più presenti).
Il restauro nella Fonderia Grassmayr ha dunque raggiunto gli obiettivi prefissati: il ripristino della normale condizione di sicurezza e il miglioramento del parametro di vibrazione della campana, riportandola alla sua condizione ottimale.
La campana non è stata sabbiata, ma solamente ricoperta da un sottile strato di lacca, per lasciare intatta la leggibilità del percorso storico di vita del manufatto.
Le saldature sono poi state patinate a tono dalla ditta Sabbadini, per conferire un aspetto omogeneo alla campana.
La ditta Sabbadini il prossimo mercoledì riporterà la campana nella sua sede della cella campanaria, con l'assistenza dell'impresa edile Ghisetti, così come a maggio la rimossero.
L'intervento ha ottenuto il benestare di Regolare esecuzione dalla Soprintendenza in data 31 agosto a firma della responsabile dell'istruttoria, la dottoressa Renata Casarin.
L'operazione burocratica successiva e conclusiva, consisterà nel trasmettere all'Ufficio Esportazioni della Soprintendenza delle Belle Arti di Milano a Brera, tutta la documentazione relazionale e fotografica, a dimostrazione del rientro del bene storico in Italia, a Crema, nella nostra Cattedrale.

I Direttori dei lavori
Dott. Arch. Mario Scaramuzza
Dott. Arch. Vania Zucchetti