PELLEGRINAGGIO DIOCESANO: PRIMA TAPPA

Il primo gruppo di 250 pellegrini cremaschi è partito per Roma questa mattina prima dell'alba, alle 5,30, con quattro pullman. Un lungo viaggio con sosta a Firenze e l'arrivo a destinazione attorno alle 12.30. Il tempo per ristorarsi un attimo, pranzare e dare il via a un tour artistico spirituale sulle orme del grande Caravaggio: dalla chiesa di Santa Maria del popolo, a quella di Sant'Agostino, fino al San Luigi dei Francesi. Un lungo itinerario a piedi tra la Roma barocca, passando velocemente davanti alla fontana di Trevi e al Panteon e accontentandoci di dare un fugace sguardo da lontano a palazzo Chigi! D'altra parte – dice la guida – in poche ore non si può vedere tutta Roma.
La scelta del Caravaggio è stata dettata dalle caratteristiche del pittore lombardo e romano d'adozione: la scelta di soggetti tra la povera gente, tra le donne di strada che a quel tempo fece molto scalpore. Una sorta di scelta dei poveri, che s'inquadra bene nell'Anno della Misericordia.
La guida romana spiega le splendide tele che riempiono gli occhi di luce e bellezza: La Conversione di San Paolo e Il Martirio di San Pietro a Santa Maria del Popolo; La Madonna di Loreto, pregata da due popolani: bellissima la Vergine che tiene in braccio un altrettanti splendido Bambin Gesù. I due supplici sono vestiti poveramente, la guida fa notare i loro piedi sporchi, segno di realismo ma anche simbolo del cammino dei pellegrini verso Dio, verso quella soglia della sua casa che nella tela è illuminata. Il quadro è stato donato dal pittore a questa chiesa dove è sepolta santa Monica, la madre di sant'Agostino, come ringraziamento per l'accoglienza dopo che aveva colpito un suo nemico e si vi si era rifugiato.
Nella chiesa di San Luigi ai Francesi, trionfa invece la luce nelle tre celeberrime tele: La Vocazione di Matteo, Mattero ispirato dall'Angelo e Il Martirio dell'Apostolo. Tutti a bocca aperta e la guida che spiega: “Vedete la mano tesa del Cristo: è identica al dito di Dio dipinto da Michelangelo nella cappella Sisitina: come là viene creato l'uomo, così qui viene ricreato l'apostolo.” Bellissimo.
Ma ora è tempo di pregare e nella chiesa dei Francesi celebriamo la Santa Messa. È la festa del Nome di Maria, il vicario generale don Maurizio presiede. Nell'omelia racconta la stranezza di una giovane coppia che ha ricevuto ironie dagli amici, perché si era sposata, perché si era sposata in chiesa e perché aveva voluto subito una bimba. Tempi duri!
“Ma per loro – ha continuato – con questa bimba in casa era entrata la luce. Luce come nei quadri di Caravaggio; luce come la Madonna che oggi nasce, tutta luminosa e immacolata, coronata da 12 stelle; come la luce che è venuta nel mondo tramite Maria, il Signore Gesù. Luce che troviamo al di là della porta santa.” E don Maurizio invita tutti a chiedere una grazia speciale come dono del pellegrinaggio.