GMG – CREMASCHI VERSO CRACOVIA

Si è chiusa domenica la settimana del gemellaggio dei giovani cremaschi, in Polonia per la Gmg. A Gieraltowice è arrivato anche il vescovo Oscar, che ha presieduto la Messa: alla parrocchia polacca è stato donato un calco del Buon Pastore rappresentato sulla Cattedra del Duomo di Crema. Dopo la festa, ora il viaggio verso Cracovia, aspettando papa Francesco: la Gmg entra nel vivo.

INIZIATA LA GMG DEI GIOVANI CREMASCHI
Crema, piazzale CRI, 19 luglio: si parte per la Giornata mondiale della Gioventù in Polonia. Una cinquantina di ragazzi sta scalpitando dalla voglia di salire su quel pullman, quel pullman che farà attraversare loro diversi Stati europei, quel pullman dove passeranno l'intero pomeriggio, tutta la nottata e buona parte del mattino seguente. Ma non importa: su quel pullman non hanno caricato solo i loro bagagli, ma anche tutte le loro speranze, le loro aspettative e tutte le loro energie. E così, tra uno zaino e un sacco a pelo, si trovano l'entusiasmo di vivere una nuova esperienza, la gioia di condividere i propri interessi, oltre ai propri oggetti e al cibo; proprio lì accanto alle valigie stanno i sogni di questi giovani coraggiosi pronti a partire carichi di speranza, sicuri che all'arrivo troveranno non solo misericordia, ma anche nuove amicizie.
In effetti il viaggio è devastante: sedici ore sono fin troppe da sopportare stando seduti, cosicché qualcuno prova ad alzarsi per sgranchirsi le gambe, poi a muovere qualche passo, qualcun altro preferisce sdraiarsi (più o meno comodamente) nel corridoio per dormire. e in poco tempo quel pullman inizia ad avere il sapore di casa. Si passa da tre diverse frontiere, e a ogni “Dove siamo?” qualcuno replica “Siamo già arrivati fin qui!”: quando ci si diverte il tempo vola.
Ed è così che con largo anticipo i giovani cremaschi raggiungono la cittadina di Knurow, dove molti volontari altrettanto giovani hanno riservato loro un'accoglienza coi fiocchi. Dopo il meritato ristoro e dopo aver ricevuto il Kit del pellegrino, tutti sono pronti per mettersi in cammino e la mattinata viene spesa girovagando per la città, a seguito delle giovanissime guide polacche. Proprio quando stanchezza e fame iniziano a farsi sentire è il momento di incontrare le rispettive famiglie ospitanti, ovviamente non senza un rinfresco offerto da loro. L'ostacolo di parlare lingue diverse viene superato grazie allo scambio di sorrisi e di caldi abbracci: la famiglia di ciascun pellegrino italiano si è ora allargata.
Che i polacchi vengano tipicamente designati come un popolo ospitale è risaputo, ma vivere in prima persona l'incontro con loro è molto di più che una semplice conferma.
Fin dal nostro arrivo l'accoglienza è stata impeccabile: al Decanato di Knurow non potevamo aspettarci un buongiorno migliore di quello datoci con un caffè e acqua da bere; un numero impressionante di volontari ci ha messi a nostro agio.
Abbiamo trascorso le giornate di mercoledì e giovedì presso le due parrocchie della diocesi di Katowice (la quale ospiterà ben diecimila pellegrini in occasione della Gmg) dove alloggiavamo presso le famiglie locali. Il gruppo di Chudow ha approfittato della presenza degli ospiti filippini per vivere insieme i momenti dell'Adorazione e della Messa, naturalmente lasciandosi guidare dallo spirito di condivisione, in particolare a tavola; inoltre, ha piantato un platano, simbolo di Katowice, e ha visitato il parco faunistico.
Il gruppo di Gieraltowice, invece, oltre ad aver celebrato l'Eucarestia insieme alle famiglie d'accoglienza, ha visitato la miniera di carbone a Zabrze e ha vissuto dei momenti di gioco ma anche di riflessione insieme ai giovani della parrocchia, passando dai pasti per giungere alle sfide sportive più agguerrite (immancabile l'amichevole di calcio Polonia-Italia).
È sorprendente come, dopo l'imbarazzo iniziale, i giovani polacchi si siano lasciati travolgere e coinvolgere dal ciclone italiano, facendo proprie le nostre usanze e dimostrando di gradire la nostra presenza. Logicamente, è vero anche l'inverso: abbiamo molto apprezzato il comportamento dei nostri amici nordici, abitanti di un Paese che di certo non può dirsi “freddo” (a tal proposito, anche le temperature confermano!). Per accontentare tutti, la Messa si celebra metà in italiano, metà in polacco, con l'inglese come scialuppa di salvataggio.
Se Cracovia si avvicina sempre più, possiamo dirci soddisfatti di questo inizio dell'esperienza all'insegna della misericordia che ci ha già arricchiti immensamente.
In questi giorni si prosegue con le catechesi e altre attività; il 25 ci sarà la Messa conclusiva. Quindi il trasferimento a Cracovia, aspettando papa Francesco!