COMITATO IMPRENDITORIA FEMMINILE

Si è insediato ieri mattina, presso la Camera di Commercio di Cremona, il Comitato per l'imprenditoria femminile con l'obiettivo prioritario di promuovere e sostenere la nascita e il consolidamento delle imprese femminili e contribuire, in questo modo, all'occupazione, alla crescita e all'aumento di competitività del sistema produttivo locale.
Il Comitato – composto da Nadia Bragalini (Confcommercio), Daniela Romani (Confesercenti), Marina Oneda (Associaizone Industriali), Gabriella Martani (Apindustria), Laura Secchi (Ance), Stefania Milo (CNA), Silvia Mazzini (Confartigianato), Manuela Carena (Libera Associazione Artigiani di Crema), Gabriella Poli (Libera Associazione Agricoltori), Paola Paietta (Coldiretti), Maria Bordi (Confcooperative), Chiara Calonghi (Federconsumatori e Adiconsum), Paola Bodini (Unione Nazionale Consumatori) e Bruna Gozzi (Consulta dei Liberi Porfessionisti) – potrà essere integrato con le rappresentanti del mondo economico.
Nadia Bragalini è stata poi nominata, per acclamazione, presidente.
“Investire su una cultura imprenditoriale che fa della partecipazione femminile un irrinunciabile punto di riferimento – ha commentato il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio – rappresenta una linea d'azione importante, su cui è necessario investire non soltanto per una maggiore equità, ma soprattutto in una logica di crescita e sviluppo. E il Comitato per l'imprenditoria femminile, in quando sistema a rete che coinvolge il mondo associativo e sindacale, rappresenta un'opportunità significativa in quanto consente un puntuale processo di rilevazione dei bisogni del territorio, assicurando risposte adeguate in termini di informazione, promozione e servizi specifico di sostegno e accompagnamento all'imprenditorialità femminile e all'occupazione.”
L'insediamento del Comitato è stato anche l'occasione per rendere noto quanto emerso dal 3° Rapporto nazionale “Impresa in genere”, realizzato nell'ambito della collaborazione tra Unioncamere, ministero dello Sviluppo Economico e Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità, diffuso a fine giugno scorso.
Il Rapporto descrive nel dettaglio il mondo femminile dell'impresa e del lavoro, quantificando l'effettiva dimensione del fenomeno e fornendo elementi utili per una rinnovata politica industriale rivolta all'impresa in generale e a quella femminile in particolare, dando così la misura del ruolo determinante che le imprese femminili rivestono nell'economia. In Italia sono un milione e 300 mila le imprese femminili (un quinto dell'imprenditoria italiana) che danno lavoro a oltre 3 milioni di persone.
Nella nostra provincia, a fine marzo 2016, le imprese femminili sono 5.326, di cui 499 quelle straniere (il 9,4% del totale), che danno lavoro complessivamente a 12.888 addetti, cioè il 15% del totale, con una media di 2,4 unità per impresa. Il comparto produttivo a maggior tasso di femminilizzazione è di gran lunga il commercio, dove sono attualmente attive 1.523 imprese, pari a quasi il 30% del totale, seguito dalle 871 (il 16%) che operano nelle “altre attività dei servizi”, cioè i servizi alle persone, e nell'agricoltura con circa 700 aziende, pari al 13% del totale delle aziende gestite da donne. A queste seguono i pubblici esercizi (582, cioè l'11%), cioè i servizi di alloggio e ristorazione, e le attività manifatturiere (426 imprese pari all'8%).
Significativo il fatto che nel periodo 2011-2016, contrassegnato dalla crisi, le imprese femminili hanno tenuto meglio perdendo solo l'1,1% della consistenza iniziale rispetto al totale dell'imprenditoria provinciale, in calo del 5,9% .