REGIONE – OK ISTITUZIONE ELENCO LOBBISTI

È stata approvata oggi in consiglio regionale, con votazione bipartisan – ma contrario il M5S e la non partecipazione al voto di Forza Italia – la legge che mira a rendere trasparenti i rapporti tra rappresentanti di interessi, le cosiddette lobby e relativi lobbisti, con i legislatori regionali. Una legge fortemente voluta dal Pd che ha depositato la prima proposta di legge da cui è partito il processo legislativo e il cui testo è stato scritto dal cremasco Fabio Bergamaschi, esperto della materia.
D'ora in poi tutti i rappresentanti di interessi che intendono intervenire per influenzare la formazione di leggi o decisioni del Consiglio regionale dovranno essere registrati in un elenco presso la presidenza del Consiglio e, una volta all'anno, entro il 28 febbraio, saranno tenuti a riferire i nomi dei consiglieri incontrati in Regione e per quale processo decisionale.
“È una scelta chiara e decisa verso la trasparenza e la tracciabilità in piena sintonia con altri provvedimenti, penso alla riforma della sanità o all'istituzione dell'ARAC. Nessuna timore di parlare di lobby”, è il commento del consigliere regionale Carlo Malvezzi, Ncd ora Lombardia Popolare, presidente della commissione Affari Istituzionali e relatore appunto della legge “Disciplina per la trasparenza dell'attività di rappresentanza di interessi nei processi decisionali pubblici presso il Consiglio regionale”.
“Con questo provvedimento – spiega – Regione Lombardia fa una operazione di trasparenza che riafferma, riconosce e definisce con chiarezza i ruoli distinti dei consiglieri regionali e dei rappresentanti di interesse, legittimando questi ultimi con regole precise a partecipare e dare il proprio contributo al processo legislativo. A noi consiglieri spetta il compito di ascoltarli, consapevoli però della necessità di trovare una sintesi che abbia sempre come unico riferimento il bene comune e l'interesse dei cittadini e dei territori.”
La nuova legge, oltre a istituire l'Elenco dei rappresentanti di interessi, disciplina la funzione di rappresentanza di interessi presso il Consiglio regionale quale attività concorrente alla formazione dei processi decisionali, anche al fine di garantire una più ampia base informativa sulla quale i pubblici decisori possano fondare le proprie scelte.
“Il Consiglio oggi si assume appieno la sua responsabilità e il suo ruolo di fare sintesi e guidare i processi di cambiamento – conclude – cogliendo gli spunti che provengono dal tessuto economico e sociale del nostro territorio e delle nostre imprese. Un ruolo che la Regione già svolge da molti anni, nei quali ha creato luoghi istituzionali dove coinvolgere a una corresponsabilità tutti i soggetti maggiormente rappresentativi. Con questa legge garantiremo ancor più trasparenza alla molteplicità delle relazioni, una garanzia innanzitutto per questi soggetti, oltre ovviamente che per il mondo politico regionale.”
Prima della Lombardia, tra le Regioni italiane, solo Toscana, Abruzzo e Calabria si erano già dotate di una normativa relativa all'attività di lobbying.
“Non è la migliore delle leggi possibili – ha osservato il consigliere Pd Agostino Alloni al momento del voto – ma è un primo passo che segna un punto di partenza importante nella direzione della trasparenza. Non ha intenti regolatori e deve fare i conti con la limitatezza della funzioni regionali in questo campo: non può infatti istituire un albo professionale. Promuove e valorizza la tracciabilità riabilitando, in questo senso, la politica di fronte all'opinione pubblica.”
“La rappresentanza di tutti gli interessi e la loro partecipazione alla formazione del processo legislativo è fondamentale. Sulla partecipazione – ha aggiunto – dovremmo muoverci con più coraggio a partire da progetti di legge già depositati da tempo da noi del Pd; la partecipazione costruisce infatti percorsi di condivisione, accresce la cittadinanza ed è utile alla costruzione di consenso e condivisione per superare contrasti e conflitti.”
“L'assunzione della responsabilità della politica passa dalla messa in campo di azioni concrete. La buona politica ha il compito di avere un ruolo di mediazione tra tutti gli interessi legittimi – ha sottolineato ancora – e questa è una sfida importante per la Regione Lombardia, così duramente colpita, anche molto recentemente, da scandali legati al rapporto malato tra decisori e interessi economici di parte. La corruzione e la mancanza di trasparenza sono una malattia della nostra società e fanno perdere competitività al sistema.”