RIPALTA CREMASCA – PROGETTO ORTO SOCIALE

È attiva anche quest'anno, a Ripalta Cremasca, la bella e positiva esperienza dell'orto sociale, che coinvolge ragazzi diversamente abili, educatori preparati e volontari in un progetto dal titolo eloquente e significativo: “Cresciamo insieme”. Un bell'esempio di come, attraverso l'unità d'intenti, si può realizzare qualcosa di buono a vantaggio di tutti.
Il progetto, che si basa sull'attività di agricoltura sociale, ha mosso i suoi primi passi alcuni anni fa, grazie all'impegno della onlus cremasca New Open presieduta da Massimo Benelli e alla disponibilità dei fratelli Angelo e Giancarlo Lorenzetti i quali, con entusiasmo e generosità, hanno messo a disposizione l'uno un proprio appezzamento di terra e l'altro le proprie conoscenze e abilità agronome.
Ecco dunque l'orto sociale, che si trova nel bel mezzo della campagna ripaltese a pochi passi dal fiume Serio: un bellissimo – e ricco di ortaggi – spazio verde che, come spiegano i protagonisti, “è utile per stimolare le capacità e favorire l'inserimento dei soggetti più deboli, in particolare dei diversamente abili, impegnandoli in qualcosa di positivo pure da un punto di vista terapeutico”.
Si diceva dell'unità d'intenti, fondamento sul quale trasformare le idee buone in realtà. Di fatto, nel progetto Cresciamo insieme sono coinvolti più “attori”: infatti, vi collaborano attivamente la Sodexo, alcuni studenti dell'Istituto superiore Sraffa di Crema, un gruppo di ragazzi che frequentano le attività di doposcuola e tempo libero presso l'Associazione Diversabilità di Ripalta Cremasca, senza dimenticare il supporto di volontari (tra questi, è fissa la presenza di Valentino Brunetti) ed esperti del settore. In questo periodo, anche il Grest parrocchiale è coinvolto. “Tutti – ripetono nuovamente i fratelli Lorenzetti – si danno da fare in modo serio, con entusiasmo, senza chiedere nulla in cambio. C'è felicità nel fare. Si va avanti e le porte sono sempre aperte a chiunque lo desidera, a chi vuol spendersi un pochino per gli altri”.
Le positività dell'esperienza sono evidenti. Accanto a ortaggi e verdure che rendono l'orto una “meraviglia della natura”, c'è la soddisfazione dei ragazzi che, all'interno dei percorsi proposti dall'Associazione Diversabilità, diventano anche “esperti ortolani” partecipando appunto al laboratorio di agricoltura sociale, i cui benefici sono risaputi. Come spiega la responsabile, Michela Mandotti, “i ragazzi curano e raccolgono le verdure, che poi puliscono e cucinano con l'aiuto di altre persone: in tal modo, 'vivono' da protagonisti tutto il ciclo dell'orto. In più, grazie al coinvolgimento di alcuni Enti, si creano pure le possibilità d'inserimento lavorativo, creando le basi di un futuro importante per i nostri utenti”.
Come tutte le proposte dell'Associazione Diversabilità, che ha sede in parrocchia da don Franco Crotti, anche questa dell'orto sociale consente ai ragazzi disabili di sentirsi utili, coinvolti e stimolati: tutto ciò li aiuta a riappropriarsi un po' della loro autonomia e delle loro capacità funzionali”.
Per ora si prosegue – benissimo – con l'orto sociale che sorge vicino al Serio, ma c'è la volontà di ampliare il progetto, magari realizzando una vera e propria fattoria sociale. Un sogno, ma anche un appello ad altre persone generose e disponibili: perché, con il coinvolgimento e la passione, sia sempre più bello e importante “Crescere insieme!”.