CONCERTO CORO DELL'UNIVERSITY OF LONDON

La tradizione di ospitalità dei cori dei prestigiosi college inglesi ha toccato, lo scorso sabato 2 luglio, il suo undicesimo appuntamento con la presenza a Crema (oltre che Mantova, Milano e Lodi) dello University of London Chamber Choir diretto da Colin Durrant.
Il coro londinese, già ospitato nel 2012, ha vissuto una intera giornata cremasca con due appuntamenti: una lezione in lingua inglese-prova aperta nel pomeriggio e il concerto la sera, il tutto nella chiesa-auditorium di S. Bernardino. Entrambe i momenti sono stati organizzati dal Collegium Vocale di Crema in collaborazione con la Scuola Diocesana “Manziana”, ormai decisamente orientata ad una linea “english edition”, ovvero all'insegnamento di intere materie scolastiche in lingua inglese, dalla scuola elementare fino al liceo. La collaborazione tra la Scuola diocesana e il Collegium Vocale trova nella tradizione di ospitalità dei cori inglesi, che l'ensemble musicale cremasco offre da ormai undici anni alla città, uno dei suoi cardini e dei suoi momenti più interessanti.
La lezione del pomeriggio, guidata dal direttore Colin Durrant attraverso l'esecuzione corale di quattro brani in lingua inglese, è stata piacevole per la spigliata capacità del direttore (insegnante di direzione negli Stati Uniti e in Asia) di illustrare i pezzi e la loro struttura musicale così come ha immediatamente rivelato l'altissimo livello del coro e dei cori inglesi universitari in genere. Lo University of London Chamber Choir ha, inoltre, una particolarità: quella cioè di non cantare con la classica divisione in sezioni (soprani, alti, tenori e bassi) ma di mischiare le voci senza riferimento alla sezione di appartenenza, a dimostrazione di una notevole capacità di ogni singolo corista nella lettura musicale, nella formazione vocale e nel possesso della partitura.
Quella di una lezione musicale in lingua inglese si è dimostrata una opportunità, che andrebbe colta non solo dagli studenti di ogni scuola, ma anche dai coristi delle varie realtà della zona, spesso rinchiusi in ambiti ristretti e con preparazione musicale piuttosto scarsa.
Il concerto della sera ha visto l'esecuzione di famosi brani del repertorio corale inglese con il magnifico “Miserere” di Allegri a dividere le due parti della serata, brano scelto per collegarsi idealmente al tema del giubileo della misericordia.
Il direttore collocato sulla pedana centrale il coro a cinque voci col quartetto sulla cantoria dell'organo e il solista gregoriano sul pulpito, provando così a ricostruire la spazialità che questo brano richiede per la migliore esecuzione.
Il coro londinese, formato da 24 elementi e quindi perfettamente bilanciato nelle sue sezioni, ha dimostrato ancora una volta le ragioni di una fama che appartiene alla tradizione corale inglese: la vocalità particolare, la fusione delle voci, l'espressività e l'agilità insieme ad un riferimento ad una prassi esecutiva ininterrotta da cinque secoli.
I due brani conclusivi sono stati eseguiti a “coro sparso”, ovvero guadagnando uno spazio ampio tra corista e corista, creando così un effetto sonoro di totale riempimento della chiesa. L'ultimo dei due, Bogorodistye Devo di Rachmaninov, ha letteralmente incantato gli ascoltatori: il tempo è parso fermarsi nell'amalgama armonica e sonora dei coristi inglesi cui il pubblico presente, numeroso nonostante la serata ricca di tante offerte, ha tributato una autentica ovazione.
Il prossimo anno è già annunciata la presenza del coro dell'Oriel College di Oxford, a prosecuzione di una tradizione apprezzata e attesa dagli intenditori e non solo.