SCRP – CDA SCELTO CON BANDO?

Scrp è a una “svolta epocale”. Giovedì scade il mandato del Cda e sul rinnovo incombono le nuove disposizioni della legge Madia di Riforma della pubblica amministrazione, che per efficientare le partecipate ristruttura le governance, affidando la gestione a un amministratore unico.
Ignorarle, sbrigando la pratica bruciando sul filo di lana l'entrata in vigore, non dà un bel segnale alla cittadinanza, anzi. Rafforza l'idea che nessuna delle forze politiche maggiori – o che per lo meno lo son state finora – voglia davvero rinunciare ai poltronifici costituiti dalla pletora di società partecipate in cui le ottimizzazioni dei servizi e l'economicità degli stessi sono rimaste per lo più annunci.
Venerdì scorso era stata convocata un'assemblea informativa dei soci sul bilancio 2015, ma è stata inspiegabilmente annullata, dopo che il Coordinamento dei sindaci dell'Area Omogenea ha inviato al presidente della società, Pietro Moro, una richiesta di rinvio delle nomine – “motivata dalla necessità dei soci di riflettere sulla funzione di Scrp e sui compiti che dovrà svolgere nei prossimi anni”, è stato precisato nella nota, “compiti che non potranno essere quelli del passato in quanto è profondamente cambiato sia lo scenario in cui la società si muove sia la natura stessa della Scrp medesima” – ma non dell'approvazione del bilancio.
E sempre venerdì scorso il M5s ha diffuso un comunicato in cui sostiene apertamente la posizione dei sindaci, sottolineando esplicitamente che “non ha alcun senso parlare di nomine in questo momento, per due motivi: mancano pochi giorni all'entrata in vigore della legge Madia, che prevede l'amministratore unico per società come Scrp e nominare un CdA ora ha il solo scopo di collezionare qualche poltrona in più; inoltre, prima di parlare di nomine, deve essere chiaro cosa deve fare questa società nell'immediato futuro”.
Dal canto suo il presidente Moro si auto ricandida, auspicando anche la riconferma del vice, ritenendo di aver svolto un positivo lavoro e di volerlo portare a compimento. Lodevole.
I 5 Stelle non sono però altrettanto benevoli nei confronti del Cda in scadenza: ritengono che Scrp “purtroppo in questi anni abbia ampiamente dimostrato di non avere i requisiti” – struttura e compèetenze interne – per essere la “stazione appaltante per servizi del cremasco, come i varchi elettronici, i rifiuti…”. E richiamano, a riprova, “il bando rifiuti, la caserma dei vigili o persino quello del canile, che hanno avuto problemi, ritardi e ripensamenti”.
Il sindaco di Casale Antonio Grassi,che non ha mai fatto sconti al Cda, oltre a queste gestioni “poco esaltanti”, rammenta anche quella sui varchi – tuttora nella pesante incertezza di poter essere finanziata con i proventi da A2A per l'acquisizione di Lgh, al vaglio dell'antitrust e dell'Autorità nazionale anticorruzione – e una “richiesta di dimissioni del consiglio di amministrazione”, seppur respinta dall'assemblea, ma che evidenziava comunque perplessità.
E nella nota inviata stamattina ai giornali avanza una proposta, per rompere in modo netto con il passato e rendere assolutamente trasparente – soprattutto anche agli occhi dei cittadini – il rinnovo della governance: “bandire una selezione pubblica dei candidati, basata sui titoli”.
Metodo – fa osservare – “già sperimentato per la Fondazione Benefattori Cremaschi, con un risultato eccellente”, di cui dà atto alla “lungimiranza del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, che l'ha adottato”.
Ben consapevole che selezionare i candidati attraverso l'esame dei curricula raccolti è “una proposta indigesta a chi è abituato a spartirsi le poltrone”; ma – puntualizza – “sarebbe un segnale di cambiamento incommensurabile”.
E conclude auspicando che “non si abbia il timore di rinviare la nomina del consiglio di amministrazione per il rischio di vedere ridotto – con l'entrata in vigore della riforma Madia – il numero delle poltrone”.
“Sarebbe un vantaggio per Scrp. E per i cittadini. Nominare cinque consiglieri venerdì – chiosa il sindaco Grassi – sarebbe incomprensibile. Saggio, invece, aspettare. E suvvia, fuori i curricula!”