CREMA – NIENTE CENTRO CULTURALE ARABO

L'ipotizzata realizzazione di un Centro culturale arabo sull'area di proprietà comunale in via Milano, a Ombrianello, è saltata.
L'altra mattina – alla terza riunione sulla questione – la commissione preposta ha pertanto ritenuto non ammissibile il Centro Islamico Cremasco alla gara, in quanto non ha presentato adeguata documentazione circa la sostenibilità e tracciabilità finanziaria dell'intervento.
Il Club socio culturale “Forza Silvio Crema 1”, che in questi anni ha messo in campo una strenua opposizione al progetto, ha diffuso oggi pomeriggio la seguente nota, a firma del presidente Gianmario Donida.
“Siamo convinti che – a pochi giorni dall'annuncio della ricandidatura del sindaco uscente Stefania Bonaldi – si tratti di uno stop preelettorale, rivelatore, tuttavia, di quanto sia difficile, anche per il centro-sinistra e dopo quattro anni di tenace difesa del progetto, imporre a Crema, in questa fase, una decisione che Crema ha dimostrato in tanti modi di non condividere.”
“Siamo sicuri, inoltre, che anche le nostre 5.000 firme, raccolte in poche settimane e depositate in comune a cavallo tra il 2014 e il 2015 – si rammenta – abbiano avuto, alla fine e in scadenza di mandato, il loro peso nel far innestare la retromarcia momentanea. Anche una buona parte degli elettori del centro sinistra – è bene ricordarlo – ha fatto visita ai nostri gazebo, argomentando correttamente come tale progetto non fosse inserito nel programma elettorale della Bonaldi: si è trattato, infatti, di un'amara sorpresa, successiva al voto amministrativo.”
E nel ricordare che, oltre ai cremaschi tra cui diversi sindaci, hanno firmato la petizione anche “personalità esterne al territorio del calibro delle onorevoli Daniela Santanchè, prima firmataria, Elena Centemero e la senatrice Silvana Comaroli, di Magdi Cristiano Allam e dell'allora vice presidente e assessore regionale lombardo alla Salute sen. Mario Mantovani, nel comunica si precisa “che eravamo – e siamo tutt'ora – consapevoli dell'esistenza di un moto di globalizzazione che spesso obbliga le comunità a compiere scelte difficili, non senza, tuttavia, responsabilità politiche rilevanti in capo al Governo Renzi-Alfano, nella non gestione di tali fenomeni”.
“Non abbiamo mai condiviso – si ribadisce – la leggerezza con la quale l'attuale amministrazione stava consegnandosi 'inerme', senza garanzie, a realtà con le quali non è bastato, evidentemente, essere assidui per non incorrere in situazioni controverse, almeno a dar credito ai motivi dichiarati a motivazione del temporaneo stop al progetto.”
“Eravamo e siamo naturalmente aperti alla messa a disposizione di confessioni religiose che ne manifestino l'esigenza – come sempre avvenuto anche in passato, si puntualizza – di luoghi pubblici, gestiti dall'amministrazione comunale, ove tenere manifestazioni ed eventi anche di 'preghiera comunitaria', in particolari momenti; a condizione che si svolgano utilizzando la lingua italiana e abbiano un inizio e una fine prestabiliti.”
“Ripetuti, anche recenti luttuosi avvenimenti internazionali – prosegue la nota – dicono, del resto, quanta prudenza vada messa in campo da amministratori pro-tempore e avventati, nel compiere scelte destinate a ricadere in modo permanente sulla comunità loro affidata.”
“Non era e non è il momento – si ammonisce – di giocare, con superficialità e ideologicamente, rispetto a questioni delicate, di cui non si è in grado di comprendere fino in fondo le conseguenze ingenerabili, in un momento storico denso di incognite.”
“Il Club ritiene pienamente condivisibili le perplessità e contrarietà espresse dalla maggior parte dei cittadini cremaschi, nonché dagli esponenti delle maggiori forze politiche e civiche oggi all'opposizione dell'amministrazione Bonaldi. Riteniamo, in conclusione, di poter dire che la nostra richiesta, rivolta al signor sindaco e alla sua Giunta, e formulata insieme a tanti concittadini – quella, cioè, di recedere da un progetto miope e potenzialmente rischioso – abbia, alla fine, avuto successo, almeno in questa tornata amministrativa.”
“Come Club Forza Silvio Crema 1, insieme a tutti i 5.000 firmatari – è la chiosa del comunicato – rivendichiamo tale successo, in attesa di renderlo irreversibile nel 2017, mandando 'in pensione' un'amministrazione davvero negativa per Crema e per il territorio cremasco.”