RIORDINO SCUOLE – VEZZINI RIENTRA

La durissima presa di posizione dei sindaci dell'Area Omogenea del Cremasco, che sabato mattina hanno tenuto un incontro stampa – insieme ai dirigenti scolastici cittadini – ha sortito effetto: la votazione sul dimensionamento scolastico da parte del consiglio provinciale, prevista per questa sera alle 19, è stata rimandata.
In una nota diffusa nella conferenza stampa i sindaci di crema stefania Bonaldi, di Casale Antonio Grassi e di Casaletto Ceredano Aldo Casorati – a nome dei colleghi del territorio – hanno stigmatizzano esplicitamente come “inaccetabile, provocatorio e irresponsabile” il comportamento del presidente della Provincia Carlo Vezzini, che a una settimana dalla scadenza dall'incarico (andando il Comune di cui è sindaco, Sesto e Uniti, a elezioni il 5 giugno e lui non ricandidabile) s'è mostrato deciso a forzare la scelta sul dimensionamento scolastico, ignorando le istanze del nostro territorio.
La Bonaldi – del suo stesso partito, per altro – indignata che presidente e consiglieri provinciali cremonesi volessero rimettere in approvazioni oggi la stessa delibera, sfruttando il cavillo del regolamento per cui in seconda convocazione non serve il quorum di metà più uno del consiglio, ha insinuato senza alcuna remora che “evidentemente hanno promesso a qualcuno che avrebbero chiuso la partita in questo modo”.
Per Grassi si sarebbe trattato di “una dimostrazione di prepotenza scandalosa”, contro la quale s'è scagliato con veemenza dichiarando apertamente “se vogliono la guerra, sappiano che la troveranno!”.
Mentre il suo collega Casorati, altrettanto irritato dall'atteggiamento incomprensibile e ingiustificato di Vezzini, ha chiamato in causa anche il “sindacato Scuola cremasco, che non ha preso posizione e lasciato gestire tutta la partita a Cremona”.
Oggi pomeriggio i sindaci del Coordinamento Area Omogenea Cremasca e i consiglieri provinciali Savoldi, Calvi, Bonaldi ,Rossoni e Fiori hanno inviato al presidente e ai consiglieri/e della Provincia una lettera in cui ribadiscono che “la ridefinizione degli Ambiti Territoriali prevista dalla Legge c.d Buona Scuola è una rivoluzione epocale per poter essere affrontata e approvata in modo frettoloso. Non vi sono scadenze perentorie tali da dover imprimere un'accelerazione autoritaria, rischiando di rompere irrimediabilmente l'equilibrio di un territorio e la serenità degli operatori e delle operatrici della Scuola”.
“Riteniamo che una scelta così complessa, con risvolti occupazionali importanti, e soprattutto – in prospettiva – critica se non ampiamente condivisa, necessiti del contributo di tutti: Dirigenti Scolastici, Docenti, Famiglie degli Alunni, Amministrazioni Comunali.
Non rinneghiamo il ruolo della politica nell'operare tale scelta: è un suo compito precipuo. Ma la politica non può occuparsi di garantire solo equilibri selettivi, facendo gli interessi di uno/due Istituzioni Scolastiche, perdendo di vista la sua complessità.
Non facciamo mistero della nostra contrarietà ad operazioni chirurgiche mirate a salvaguardare solo gli interessi di due Istituzioni Scolastiche: la partita è ampia. Si tratta di definire uno scenario che sarà quello entro il quale saremo chiamati ad operare nei prossimi anni, salvo ulteriori modifiche della Legge.
Non siamo disposti ad accettare scelte unilaterali, incomprensibili perché costruite in modo semplicistico e ragionieristico, accorpando realtà disomogenee per storia, orientamento formativo ed indirizzo.
Siamo invece disponibili ad aprire un confronto ampio, con tutti i portatori di interesse, Docenti, Famiglie e Sindaci in primis, affinché si raggiunga una definizione che sia la più coerente, omogenea e soddifacente per tutti.
Per raggiungere questo scopo poniamo come discrimenante il ritiro dall'ODG dei Consigli Provinciali previsti per oggi e mercoledì prossimo, l'argomento della definizione degli ambiti territoriali, ribadento che gli stessi (13 e 14) siano autonomi, completi nell'offerta formativa e senza eccezioni alcune, procrastinando la scelta di come definirli nella loro offerta formativa dopo un'ampia discussione e condivisione di tutti i risvolti che gli eventuali accorpamenti tra Istituti potranno avere.
Riteniamo che questa proposta sia equilibrata, necessaria per garantire la massima condivisione possibile e responsabile perchè mette in gioco tutti i portatori di interesse che, in caso contrario, saranno mortificati e sviliti. In caso contrario apriremo ad ogni forma di tutela prevista dalla Legge, per salvaguardare un sistema che, altrimenti, sarebbe irrimediabilmente compromesso da una scelta unilaterale non giustificata da motivi di urgenza.”

Allegato

La Legge 107/2015 costituisce nella provincia di Cremona due ambiti territoriali scolastici (ambito 13 da Soresina a Casalmaggiore e ambito 14 da Castelleone a Rivolta d'Adda).
Questa suddivisione ha fin da settembre evidenziato la problematicità delle scuole che hanno sede in un ambito territoriale e plessi in un altro ambito territoriale (Polo Professionale APC-Marazzi; Liceo artistico Munari e Istituto agrario Stanga), tanto che lo stesso dott. Volontè ha definito “non compatibile” con la legge questa situazione. Successivamente Polo Professionale APC-Marazzi e Stanga sono stati attribuiti all'ambito 13, mentre il Munari all'ambito 14, ovviamente nella loro totalità, generando una situazione di grave disagio per Marazzi, Istituto Agrario e Casearia di Pandino nel cremasco e per la sezione cremonese del Munari a Cremona.
Il problema più grande ed evidente è legato alla assunzione e alla mobilità del personale; la legge stessa prevede che tutto il personale scolastico debba scegliere l'ambito territoriale di riferimento ed è all'interno di questo che avvengono poi le assegnazioni, gli incarichi, le supplenze. Così gli insegnanti ed il personale Ata dei plessi cremaschi di Polo Professionale e Stanga dovranno comunque essere scelti tra quelli che si sono inseriti nell'ambito 13 e quelli del Munari della sezione cremonese tra quelli che si sono inseriti nell'ambito 14. Queste sedi diventerebbero inevitabilmente l'ultima opzione dei nuovi insegnanti, dagli insegnanti precari e di tutto il personale scolastico perché chiaramente nessuno avrebbe l'interesse a scegliere una scuola, rischiando poi di trovarsi assegnato a cento chilometri di distanza. Sono gravi i disagi per l'utenza, che si ritroverebbe un organico parziale e di passaggio con insegnanti che non avrebbero la possibilità di esprimere il proprio potenziale e di costruire in modo continuativo il proprio futuro nello stesso istituto.
Appare inoltre chiarissimo, che una presidenza collocata a 45/60 chilometri di distanza dai propri plessi scolastici diventa scarsamente incisiva nella gestione didattica ed educativa. La complessità scolastica e dell'utenza richiede la presenza della Presidenza e della segreteria vicina alla sede : questo costituisce un valore aggiunto che permette una gestione più efficace ed efficiente dell'istituzione scolastica.
Infine le realtà cremonese e cremasca a livello scolastico sono molto diverse tra di loro per utenza, criticità, problematiche (ad esempio basti pensare anche al solo orario di lezione). La legge 107 ribadisce più volte la necessità di una scuola che sappia cooperare ed interagire con il territorio e con le altre istituzioni locali: in effetti le scuole cremasche interagiscono e collaborano con i tanti amministratori e con le numerose aziende dell'area omogenea cremasca creando una forte ed apprezzata connotazione territoriale.
La possibilità di porre rimedio è data dal mettere mano al piano di dimensionamento delle scuole, stabilito dalla regione su suggerimento delle amministrazioni provinciali, costituendo nuove aggregazioni scolastiche che rispettino l'appartenenza ai due ambiti territoriali per tutte le realtà scolastiche interessate da questa applicazione della legge.
Tutte le scuole superiori del cremasco si sono messe a disposizione delle esigenze del proprio territorio aprendosi anche ad una ridefinizione della loro configurazione e della loro offerta formativa
Desiderando una Scuola, intesa come luogo di formazione, cultura, dialogo ed inclusione, di crescita umana e professionale chiediamo fermamente che il piano di dimensionamento scolastico rispetti la prioritaria esigenza del rispetto per tutti degli ambiti territoriali.
La definizione delle nuove aggregazioni deve poi essere frutto di confronto e condivisione, logica e affinità, completezza dell'offerta formativa ed omogeneità, ma sempre rispettando gli ambiti territoriali.