IL CUORE GRANDE DEI VINCENZIANI

I volontari della San Vincenzo De Paoli sono, da anni, un punto di riferimento per quanti abbiano necessità di vestirsi dignitosamente, senza avere però risorse che glielo consentano; vivono quindi pienamente l'opera di Misericordia corporale “Vestite gli ignudi”.
Sono 65 le persone che si impegnano all'interno della San Vincenzo De Paoli a Crema e nel Cremasco, suddivisi in 5 conferenze (Cattedrale, Ombriano, San Benedetto, Capergnanica e Kennedy che è l'ultima nata in appoggio agli ospiti della struttura sanitaria e che cura le Messe, quando è necessario, si occupa anche di 'imboccare' i pazienti).
La distribuzione dei vestiti si realizza negli spazi di via Marazzi ogni mercoledì mattina dalle ore 8.30 alle ore 12 ed è curata direttamente dalla Conferenza della Cattedrale che oltre alla distribuzione del vestiario, ordinati per età, puliti e pronti all'uso, se necessario, distribuisce anche alimenti; non manca la presenza di alcuni volontari dell'associazione ex Carabinieri che fanno assistenza e tengono in ordine. Il medesimo servizio viene offerto anche in via Rampazzini a Ombriano dalla referente Conferenza così come a San Benedetto, presso la parrocchia, dove è possibile ricevere vestiti. Parte dell'abbigliamento viene da privati che portano direttamente presso le Conferenze il materiale, mentre per gli alimenti la San Vincenzo De Paoli riceve un'attribuzione dall'Agea e dalla Caritas.
La maggioranza delle persone che si rivolgono alla San Vincenzo sono extracomunitari, molte le mamme con i bambini che ricevono, vestiti, scarpe, indumenti e anche oggettistica che può servire. Tutto è ben organizzato per evitare sprechi e per non permettere alle persone che se ne approfittano di continuare a farlo.
“Un gruppo di bisognosi si reca alla San Vincenzo con regolarità, sono dunque conosciuti, a volte invece capitano dei poveri in transito, irregolari cui possiamo dare ciò che viene dalle risorse, ma non quelli dati dall'Agea”, chiarisce l'arch. Augusto Bisicchia, presidente della San Vincenzo De Paoli del Consiglio Centrale di Crema. Donne in maggioranza dunque, ma anche uomini e anziani, persone con le quali è necessario parlare, stabilire un contatto, per evitare che il gesto si riduca a una sorta di distribuzione, come al supermercato.
Mercoledì 4 maggio si è svolto a Milano, presso sala Sant'Ambrogio, l'incontro Fréderic incontra Federico, Conferenza di giovani vicenziani “sotto il tetto dei poveri”. Sono intervenuti giovani francesi e italiani che hanno portato la loro testimonianza. Si è trattato di una grande occasione per la San Vincenzo De Paoli per cercare di coinvolgere tanti giovani. È infatti il difficile coinvolgimento di giovani volontari il maggior problema delle diverse conferenze, sempre attive e attente, ma al cui interno i ragazzi e nuovi volontari sono piuttosto scarsi. Aspetto, questo, che purtroppo sta coinvolgendo molte realtà associative.
“Puntare sui giovani – linfa vitale, che stiamo perseguendo anche a livello regionale – è essenziale per imboccare una strada di rinnovamento nella San Vincenzo e combattere l'apatia che speso si manifesta tra i ragazzi” afferma Bisicchia, anche coordinatore delle cinque altre Conferenze presenti a Crema e nel nostro territorio: Conferenza della Cattedrale, la presidente è Elena Doldi; Conferenza di Ombriano, presieduta da Agostina Alberti, Conferenza di San Benedetto, presidente Giuseppina Valcarenghi conferenza del Kennedy presieduta da Giacomo Rossetti e Conferenza di Capergnanica, presidente Elisabetta Scannelli coadiuvata da Ornella Bagini. Volontari che hanno compreso appieno il carisma della Società San Vincenzo De Paoli: la spiritualità e l'impegno, che si traducono nella riunione di Conferenza e nella “visita”, intesa come assistenza, al povero.

LA SAN VINCENZO DE' PAOLI DI CREMA
La Società di San Vincenzo de Paoli giunse a Crema verso il 1872 e, precisamente, nella Parrocchia della Cattedrale di Crema fu fondata la Conferenza Vincenziana, intitolata a San Giuseppe; nel passato, quasi in tutte le parrocchie, esistevano le Conferenze di San Vincenzo che si occupavano, con scrupolosa sistematicità, del sollievo della povertà fisica e morale di chi versava nelle condizioni di bisogno.
La Società di San Vincenzo è sempre stata immediatamente operativa, di fronte alle emergenze; infatti, talvolta era lo stesso Ente Pubblico a indirizzare il “povero” alla Conferenza Vincenziana, perché con la burocrazia degli Uffici Pubblici non era possibile provvedere immediatamente ai bisogni rilevati. L'attività principale delle Conferenze è l'assistenza morale e materiale del povero, per lo più residente nel proprio quartiere; tuttavia, non viene negato l'aiuto anche a chi è di passaggio o abita fuori parrocchia.
Negli anni Ottanta, i Vincenziani di Crema hanno prestato la loro collaborazione nella conduzione del “Cuore di Crema” e sono stati parte attiva nella sua trasformazione logistica attuale. Nel 1987, alcuni Vincenziani cremaschi hanno fondato la Conferenza del Kennedy, con lo scopo precipuo di fare visita agli ammalati, ricoverati nella struttura sanitaria del “Kennedy” e di aiutarli al trasferimento per l'ascolto della S. Messa domenicale e, in caso di necessità, di assisterli durante il pranzo.
Da anni, per integrare l'aiuto economico, le Conferenze hanno allestito anche un servizio di distribuzione di alimenti e di vestiti; i proventi delle Conferenze derivano dalla questua interna, fatte durante le riunioni, da occasionali elargizioni di benefattori, dal contributo del 5 x mille e assegnazione di derrate alimentari dalla Caritas Diocesana. Lo scorso anno, la San Vincenzo di Crema ha erogato circa 41.000 euro, per il pagamento degli affitti, delle bollette, dei servizi a rete e per l'acquisto degli alimenti distribuiti; a tale aiuto economico si devono aggiungere circa 10 tonnellate di generi alimentari e circa 8 tonnellate di vestiti, donati da Benefattori e da Enti pubblici e dalla Caritas Diocesana.
Complessivamente, le Conferenze di San Vincenzo assistono circa 500 anziani autosufficienti, circa 300 non autosufficienti, tanti disoccupati e un numero non quantificabile di immigrati e persone in difficoltà economica.