PANDINO – ANIMALISTI DEFERITI

Calunnia e interruzione di pubblico servizio, sono le ipotesi di reato verbalizzate sulla denuncia a carico di due animalisti formalizzata dai Carabinieri. Il tutto a seguito di un sopralluogo, con appendice che ha interessato Forze dell'Ordine e stampa, dei due presso un'azienda agricola di Pandino dove si allevano conigli.
“In data 9 maggio, verso le ore 17 – spiega il capitano dei Cc della Compagnia di Crema Giancarlo Carraro – giungeva alla stazione dei carabinieri di Pandino una richiesta di intervento da parte di due giovani appartenenti ad una associazione animalista di Milano che si trovavano in un'azienda agricola di Pandino e dicevano di aver accertato un maltrattamento di animali in atto. Sul posto veniva inviata una pattuglia. I militari identificavano i due giovani attivisti che chiedevano il sequestro di circa 50 conigli, a loro dire allevati in condizioni di sofferenza per la mancanza di cibo e lo spazio ristretto. Veniva identificato il titolare dell'azienda agricola, un 65 enne del posto, il quale si dimostrava sorpreso da tale situazione, asserendo che allevava i conigli da decenni e non aveva mai avuto alcun tipo di problema in passato. Asseriva che poco prima i due si erano presentati dicendo di voler acquistare un coniglio, chiedendone la macellazione sul posto. Dopo l'uccisione dell'animale gli stessi si erano 'qualificati' contestando tale prassi. Gli animali però non apparivano particolarmente sofferenti e le gabbie erano quelle classiche di fabbricazione industriale e quindi non artigianali. Ciò nonostante i due animalisti chiedevano insistentemente il loro sequestro ed affidamento quali custodi giudiziari. Il sequestro preventivo degli animali presupponeva però di verificarne il precario stato di salute e quindi veniva richiesto l'intervento di un veterinario dell'ASL che tuttavia non era prontamente reperibile. Si decideva di procedere al sopralluogo il giorno successivo. I due animalisti, non contenti di quanto era stato deciso, si sono dapprima presentati in caserma a Pandino sporgendo formale denuncia per maltrattamenti eppoi sono ritornati presso al cascina richiedendo l'intervento della Guardia di Finanza nonché di altri animalisti e dei giornalisti”.
La vicenda si è chiusa due giorni dopo. Eseguito il sopralluogo con il medico veterinario dell'Asl di Crema veniva constatato il corretto allevamento e buono stato di salute degli animali e per tale ragione i due animalisti venivano deferiti alla Procura della Repubblica di Cremona per calunnia e interruzione di pubblico servizio, avendo incolpato ingiustamente una persona di un reato e per aver richiesto l'intervento di una pattuglia dei Carabinieri eppoi della Finanza senza motivo. Nulla è stato invece contestato all'agricoltore.