GEMMA CALABRESI: PERDONO E MISERICORDIA

Splendida testimonianza di amore e di perdono quella di Gemma Calabresi, vedova del commissario Luigi Calabresi, ieri mattina, invitata dal nostro giornale per celebrare i 90° di fondazione.
Nato il 20 febbraio 1926, preceduto da altre sette testate la prima delle quali vide la luce il 6 luglio 1892, abbiamo ricordato l'anniversario pubblicando – la scorsa settimana – un numero speciale di 120 pagine che riporta la pagina (o le pagine) più importanti di ciascuno di essi, corredata da una breve inquadratura.
Ieri mattina, alle ore 10.30, presso la chiesa di San Bernardino – Auditorium Bruno Manenti – il secondo momento delle celebrazioni, l'invito appunto alla signora Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calabresi, ucciso 44 anni fa, il 17 maggio 1972 dal terrorismo di sinistra.
Abbiamo pensato a lei sulla scorta del contenuto del messaggio di papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni Sociali che si è celebrata domenica 8 maggio: Comunicazione e Misericordia: un incontro fecondo. Certa stampa, ai tempi dell'uccisione del commissario Calabresi non ha avuto – purtroppo – un ruolo positivo. Dopo il dramma, la signora Gemma ha fatto un percorso di perdono e di misericordia. Abbiamo voluto dunque ascoltare un'esperienza concreta, forte ed esemplare per tutti.
Gli anni di piombo furono la folle, violenta e drammatica deriva della contrapposizione politica consequenziale alle contestazioni Sessantottine. L'avversario ideologico diventava nemico da sconfiggere e anche da abbattere.
Furono molti gli episodi sanguinosi, a partire dalla strage di piazza Fontana del 1969 che ebbe poi, come conseguenza, l'omicidio del commissario capo addetto alla squadra politica della questura di Milano, Luigi Calabresi, appunto il 17 maggio del 1972.
Il Nuovo Torrazzo espresse quel giorno “Commozione, sdegno e condanna”, definendo “barbaro assassinio” l'uccisione del Commissario. Abbiamo pubblicato quella prima pagina del giornale nel nostro speciale.
La mano anarchica volle far pagare al commissario Calabresi la morte di Giuseppe Pinelli avvenuta a seguito della strage di piazza Fontana per la quale il ferroviere venne convocato in questura dove morì cadendo dalla finestra. Del tragico accadimento gli estremisti di sinistra indicarono Calabresi come responsabile, anche se al momento dell'interrogatorio di Pinelli e del tragico volo il commissario non era presente, e vi furono testimoni a confermarlo. Iniziò una campagna mediatica violenta contro Calabresi, con minacce neppure troppo velate che due uomini presero poi alla lettera assassinandolo.
All'epoca, la signora Gemma aveva solo 25 anni, due figli piccoli e uno ancora in grembo. Il direttore de Il Nuovo Torrazzo di allora, don Michele Bertazzoli, a fianco della notizia dell'attentato, scriveva in un commento titolato NOBILTÀ DI SENTIMENTI: “Significativo al riguardo, è stato il nobile atteggiamento assunto dalla sconsolata vedova del commissario Calabresi. La giovane donna, madre di due figli in tenera età ed in attesa di un terzo bimbo, dopo essere stata informata della tragica scomparsa del marito, ha saputo – pur con il cuore straziato dal dolore – pronunciare parole nobilissime che dovrebbero farci seriamente riflettere. 'Il Signore, ha detto, mi chiede una grande prova. Io devo solo perdonare e amare'. E annunciando, a mezzo della stampa, la tragica morte del dott. Luigi Calabresi, la signora Gemma ha voluto apporre in testa alla necrologia le parole pronunciate dal Signore dall'alto della croce: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno. Espressioni come queste non abbisognano, certo, di spiegazioni e commenti. Nella loro evidente e commovente eloquenza bastano a rivelare la grandezza d'animo e la nobiltà dei sentimenti di una creatura che – pur affranta e sconvolta dal dolore – ha ritrovato la forza necessaria per non lasciarsi travolgere dall'impetuosa ventata di bestiale ferocia che l'ha colpita. Di fronte all'agguato di via Cherubini, non una parola di risentimento verso i responsabili dell'atroce delitto, ma il richiamo al perdono e all'amore!”
L'incontro, a cui ha partecipato un pubblico numeroso e attento, è stato condotto con dal nostro giornalista Angelo Marazzi con vivacità e competenza. Innanzitutto i saluti del sindaco Stefania Bonaldi e dell'europarlamentare Massimiliano Salini. Presente all'incontro anche il vice questore dott. Daniel Segre del commissariato di Crema.
Saluti anche da parte del presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici dott. Francesco Zanotti che non ha voluto mancare all'appuntamento.
Il vescovo Oscar – di seguito – ha parlato della misericordia e del perdono, sulla scorta del Messaggio di papa Francesco, seguita da una breve excursus storico sul nostro giornale preparato da Angelo Marazzi.
Poi il momento centrale dell'incontro, la testimonianza della signora Gemma, intervistata dal direttore don Giorgio Zucchelli.
Una testimonianza di amore e di perdono che ha commosso tutti i presenti.
Ha iniziato raccontando quella mattina in cui avvenne l'attentato e la notizia della morte del marito le fu comunicata dal parroco. Momento di dolore indicibile, subito però sostenuto dalla fede che “mi è stata donata – ha detto la signora Gemma – proprio in quel momento.” Una sorta di miracolo.
E poi il racconto di come si è sviluppato il cammino di perdono e di amore, accompagnata dalla madre e da tante persone che le sono state vicine.
La signor gemma ha ricordato anche quel giorno del 2009, quando – invitata dal presidente Napolitano al Quirinale – ha abbracciato Licia Pinelli, vedova del ferroviere precipitato dalla questura di Milano durante l'interrogatorio sulla strage di piazza Fontana. “Ci siamo trovate nel dolore – ha commentato – perché anche lei era rimasta priva del marito con due figlie.”
Un accenno anche alla stampa di quel tempo quando “il piombo delle parole – ha detto Gemma – ha ucciso mio marito prima del piombo delle pistole”.
Infine un accenno al marito “Gigi”, quando il direttore ha ricordato che è stato proposto per lui il processo di beatificazione di suo marito Luigi. È bastato ricordare le due parole dette a coloro che – pochi giorni prima che venisse ucciso – gli raccomandavano di stare attento: “Il Signore è il mio pastore – rispose – non manco di nulla.”
Palpabile la commozione di tutti i presenti alle nobili parole della signora Gemma, testimone di vera misericordia e di perdono. Al termine delle sue parole, interminabile l'applauso e poi gli abbracci di tutti i presenti, in particolare da parte del vescovo Oscar e del sindaco Stefania.
La mattinata sì è conclusa con la premiazione dei lavori preparati dagli alunni delle scuole superiori sul tema “Crema città dei giovani”. Il migliore è stato giudicato dalla giuria (composta dal giornalista Angelo Marazzi, dalla dirigente dell'istituto comprensivo di Bagnolo prof. Paola Orini e dal direttore de “Il Cittadino” di Lodi Ferruccio Pallavera) quello di Angela Ferrari della classe V E del Liceo Artistico Bruno Munari. Seconda e terza due ragazze delle classi V e III del Liceo Scientifico Dante Alighieri, rispettivamente Lucia Andrini e Laura Terradico.