DON RUINI È PARTITO PER L'URUGUAY

In un clima sobrio, ma pervaso da una palpabile commozione, si è svolto il Momento di Preghiera con cui la Chiesa di Crema ha voluto salutare don Francesco Ruini, nuovo missionario in Uruguay. Durante la celebrazione sono stati raccolti e consegnati alla Caritas 980 euro, che saranno destinati al popolo martire della Siria.
In molti hanno gremito la chiesa parrocchiale di San Bernardino e per di più provenienti da ogni angolo della diocesi. Hanno voluto dare così, attraverso la preghiera e l'adorazione eucaristica, proprio come piace a don Francesco, il loro saluto affettuoso e carico di nostalgia, al missionario partito poi venerdì 13 maggio per l'Uruguay. Era in buona compagnia don Francesco: don Vito Groppelli, 44 anni di Brasile, ha guidato la celebrazione e madre Maria Nichetti oltre 50 anni di Cina e originaria proprio di San Bernardino, ha lasciato una breve, ma intensa testimonianza.
Padre Vitor ha evidenziato come tutti i presenti fossero missionari, in quanto cristiani e quindi portatori in ogni luogo del Messaggio liberante di Gesù; mentre madre Maria, raccontando della propria esperienza tra i malati e gli anziani, la maggior parte non cristiani, ha ricordato, come spesso fa anche papa Francesco, l'importanza di lottare contro la “logica dello scarto”.
Il filo conduttore della Preghiera è stato il testo degli Atti degli Apostoli, con due brani molto significativi: il saluto di Paolo agli Efesini con l'incertezza del suo destino a Gerusalemme e la scelta, voluta dalla Spirito Santo, di Paolo e Barnaba quali missionari. Seguendo le parole di San Luca e le emozioni che l'evangelista sa trasmetterci nel racconto, la celebrazione si è dipanata in un crescendo di intensità e partecipazione.
I momenti più emozionanti sono stati vissuti verso la fine, quando tutto il Popolo di Dio presente in chiesa ha rinnovato all'unisono la preghiera di invio sia a don Francesco che a madre Maria: “Signore, tu scegli chi mandare a portare il tuo nome, ti affidiamo suor Maria perché tu la illumini e le apra le strade per l'annuncio del tuo Vangelo e per accompagnare e servire il popolo di Dio e ogni fratello e sorella in Cina. E come popolo di Dio radunato nel Tuo nome ti affidiamo ogni fratello e sorella della diocesi di san Josè de Mayo, in terra d'Uruguay, dove inviamo don Francesco per aggregarsi a don Federico”.
Dopo la preghiera dei fedeli, nella quale si è invocato il Dio della Pace in tanta desolazione umana e materiale presente nel nostro mondo, è toccato al Gruppo Missionario di Scannabue lasciare il suo messaggio a don Francesco. “Don Francesco, è arrivato il momento! Noi del Gruppo Missionario di Scannabue, oltre ai nostri saluti, ti portiamo i saluti di tutta la comunità (…) Ci hai aiutato a sentirci comunità, ma con uno sguardo sempre attento verso gli altri e questo è il cammino che noi non dobbiamo abbandonare! Ringraziamo Dio per averci fatto incontrare e siamo sicuri che anche in Uruguay lascerai un segno come l'hai lasciato nei nostri cuori, perché la vocazione di ogni cristiano è come la chiamata degli Apostoli, arriva per l'incontro di una persona eccezionale dentro in un luogo e in un tempo.e noi in questi anni abbiamo avuto la fortuna di incontrare te. a Scannabue! BUON CAMMINO”.
il Padre Nostro recitato mano nella mano ha suggellato l'unione fraterna e stemperato la commozione. Ma non ci sono state solo emozioni. Uno dei momenti più intenso è stato quando, commentando le parole dell'apostolo Paolo “Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò che là mi accadrà”, don Francesco ha comunicato la sua testimonianza di partente, articolandola in cinque riflessioni. La prima parte proprio dalla parole “avvinto dallo Spirito” e che rispecchia il suo stato d'animo quando, di fronte alla domanda del Vescovo se voleva partire per la missione, ha risposto, in modo possibilista, “Perché no?”. Da questa disponibilità di massima, da questa apertura ha preso l'avvio la sua riflessione che ha sentito guidata dallo Spirito.
La seconda viene dal Corso di preparazione alla Missione seguito al CUM (Centro Unitario per la Cooperazione Missionaria) e riguarda lo stile missionario. Si può riassumere in tre parole: lento, basso, rotondo. Lento significa che non dobbiamo avere fretta, ma dobbiamo adeguarci ai ritmi della gente con cui viviamo; allo stesso modo ci si deve dare attenzione alle esigenze della gente (basso): siamo al servizio suo, non nostro. In questo modo verranno smussati tanti spigoli del nostro carattere e ci sentiremo più rotondi.
Il terzo spunto viene dal racconto del Giovane ricco, che non sa o non vuole cogliere la grande occasione che Gesù gli offre. Attenzione dunque a non perdere con l'Uruguay un appuntamento davvero molto importante e decisivo. La quarta riflessione è legata al suo essere Fidei donum un dono cioè della fede della Chiesa di Crema che si incarna in un'altra Chiesa, testimoniando così l'universalità della Chiesa stessa come un unico corpo che si aiuta a vicenda.
L'ultima riflessione è stato un ringraziamento rivolto a tutti coloro che in un modo o nell'altro hanno facilitato la sua preparazione e la sua partenza. In primo luogo alla sua Famiglia, per poi arrivare a tutte le comunità con le quali si è creato un rapporto di comunione profondo fatto soprattutto di preghiera: Sant'Angela Merici, Santo Stefano, Ombriano, San Bernardino, Sergnano, Pianengo, Scannabue e per ultima il Seminario.
Un grazie finale anche da parte nostra a tutti coloro che hanno contribuito a questo momento di grande comunione: ai sacerdoti di San Bernardino, all'organista, ai coristi e soprattutto a tutti coloro che hanno partecipato che, con la raccolta di 980 euro effettuata durante la celebrazione, renderanno possibile l'acquisto di vestiti, materiale scolastico e piccoli giochi per i bambini e le famiglie vulnerabili della regione di Horan nella zona occidentale della Siria. Un bell'esempio di solidarietà che genera solidarietà.
A cura dell'Ufficio Missionario
INTERVISTA A DON RUINI E A MADRE MARIA SUL NUOVO TORRAZZO DI SABATO 14 MAGGIO