CREMA – BIBLIOTECA, LIBRO

Giovedì 5 maggio alle ore 21 presso la Biblioteca di Crema, in via Civerchi verrà presentato il 'primo libro' di due autori che frequentano l'ultimo ano del liceo classico A. Racchetti di Crema: Stefano Calonghi ed Edoardo Vassura hanno firmato il loro debutto letterario dal titolo “Canto della mimosa”. Ingresso libero.

Scrive Stefano Calonghi: “Ho un problema assurdo che mi divora: non riesco a non innamorarmi di voi. Tutti i giorni, più mattiniero della mia sveglia, mi alzo ed esco di casa, e ripeto a me stesso che “oggi no, non accadrà anche quest'oggi”. E poi, immancabilmente, accade: me lo porta una risata composta, una lacrima triste, un visetto malizioso. Che cosa porta? Un briciolo d'amore; certo ammantato di insensatezza, ma sempre amore. Non trascorre giorno senza che io non voglia passar il resto della vita con una di voi sconosciute, e questo mi porta non pochi problemi. Per prima cosa, il dispiacere del distacco: “ma come? Ti ho appena conosciuta! Anzi, per esser più precisi, ti ho appena vista, e già te ne vai? Ma io vorrei una vita con te, e soprattutto vorrei che tu mi amassi, almeno per quanto io amerò te: da due secondi fa fino alla fine del tempo. Perchè ti allontani da me?”. Stupende e per questo maledettissime sconosciute, chiunque voi siate, mi impedite di pensare ad altro che a voi. Questa è la mia crudele condanna, innamorarmi fino alla nausea; ed è una pena che vorrei poter scontare per sempre. Infatti, per quanto spesse volte i miei amori rimangano solo miei e non li condivida con voi, quel momento in cui vi sento per le prima volta, e vedo i vostri occhi anche tenendo chiusi i miei, vale ogni dolore da questa follia provocato, e ogni minuto del mio tempo speso a pensarvi. E anche se mi concedeste tutte il vostro amore, con alcune tra voi veramente speciali non farei altro che questo: poggiare il capo contro la vostra fronte, passarvi le mani fra i capelli e lasciarvele, aspettando che il tempo ci consumi come fossimo statue. Ne consegue la mia grande paura: scordarmi tutto; dimenticare, come per tremendo maleficio, la strada da percorrere per trovar in voi tutta la magia che scandisce la mia vita. Ho paura di svegliarmi un giorno e non innamorarmi più. Per questo io ho scritto queste poesie, e per questo sempre ne scriverò dedicate a te, amore mio di giornata. In questo modo, io potrò dire alla carta ciò che forse non ho mai detto neanche a te. E la carta custodirà gelosa i miei molti cuori”.

Scrive Edoardo Vassura: “A tutti i meravigliosi cuori che ho amato. A tutti quelli che, con trasporto o solo un poco, mi hanno fatto il dono di ricambiare. A voi confido che cammino per questo: per ritrovare innanzi a me la dolcezza delle vostre dita di madreperla; perchè l'unico abito che so vestire è quel velo di malinconia che, ogni tanto, la sera a causa vostra si stende; perchè vita e miracoli di Edoardo Vassura sono immersi nella fonte dei vostri occhi. Vengono a galla solo quando li guardo, e lì resteranno”.