CREMA – CARDIO PALMO, ATTO II

Non solo truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale e peculato, ora il cardiologo A.L.R., cremasco classe 1961 indagato nell'ambito dell'operazione 'Cardio Palmo', dovrà anche rispondere di danno erariale ed evasione fiscale.
Le Fiamme Gialle di Crema, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cremona, hanno continuato ad indagare su A.L.R. scoprendo che il medico, già dal 2000, pur percependo le indennità accessorie (ammontanti a circa 1.300 euro mensili) legate al contratto di lavoro intramoenia con l'Ospedale Maggiore di Crema, visitava i propri clienti in violazione del regime di esclusività a favore dell'Ente pubblico.
Gli accertamenti bancari e le dichiarazioni rese dagli oltre centocinquanta pazienti interrogati dalla GdF hanno consentito di accertare numerosissime visite erogate privatamente dal cardiologo, tra il 2000 ed il 2016, e per le quali lo stesso percepiva compensi, in nero, oscillanti tra i 80 ed i 100 euro.
La ricostruzione operata dai finanzieri sui redditi percepiti e non dichiarati dal professionista dal 2011 al 2016 (unici anni per i quali l'Amministrazione finanziaria può ancora far valere l'azione di accertamento), ha permesso di individuare e contestare al medico compensi, sistematicamente percepiti in totale evasione d'imposta, quantificati in oltre 350 mila euro.
Il cardiologo, che nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di dirigente dell'Unità di Cardiologia dell'Ospedale di Crema, che già lo aveva sospeso preventivamente a seguito della segnalazione delle Fiamme Gialle, dovrà anche rispondere davanti alla Corte dei Conti di un danno erariale pari a circa 370.000 euro.