IL CREMASCO DECISO AD ANDARE CON LODI

Una decina di sindaci cremaschi si sono presentati oggi pomeriggio – insieme al parlamentare di Sinistra Italiana Franco Bordo – all'Ufficio Territoriale Regionale in via Dante a Cremona, per fare pressing sul sottosegretario Daniele Nava, perché ammettesse almeno come uditore un loro rappresentante al Tavolo istituzionale sulla Riforma delle autonomie. E son rimasti indignati per il trattamento avuto: dirottati in una saletta a parte, anziché in quella del tavolo, per sentirsi respinta la richiesta, di carattere politico, con motivazioni di ordine burocratico.
Né li ha tranquillizzati più di tanto la rassicurazione data dal consigliere regionale cremonese, Carlo Malvezzi, presidente della commissione Affari istituzionali, che quella di ieri era una semplice riunione d'insediamento del Tavolo, ma ci saranno altre occasioni anche in sede locale, dove il Cremasco potrà rappresentare le proprie istanze.
I sindaci si son fatti ancor più convinti della necessità di doversi impuntare con maggior fermezza e coesione nel sostegno delle ragioni inserite nel documento condiviso nell'assemblea del 15 aprile scorso. Nel quale l'orientamento condiviso pressoché da tutti è di costituire un'Area Vasta insieme al Lodigiano. Soluzione che è stata prospetta ufficialmente – come si ricorderà – nel convegno organizzato il 4 aprile scorso dal quotidiano “il Cittadino” di Lodi, al governatore Roberto Maroni. Il quale, contrariamente al sottosegretario Nava, ha confermato la disponibilità della Regione ad ascoltare i territori, e non solo le province, rispetto alle scelte sul futuro assetto.
In coda al breve, deludente, incontro con il sottosegretario Nava, i sindaci cremaschi convenuti si sono ribaditi d'essere decisamente contrari a restare nella nuova Area Vasta – o “cantone” che dir si voglia – ipotizzata come semplice accorpamento dei territori delle due ex province di Cremona e Mantova. Non avendo, e non solo per la distanza geografica, affinità d'alcun tipo con le terre dei Gonzaga. E non essendo nemmeno più disposti a subire prevaricazioni da parte dei cremonesi: ultima in ordine di tempo quella delle negate risorse all'Asst cremasca per il servizio di neuropsichiatria infantile.
E hanno confermato la determinazione a portare avanti le ragioni del territorio su tutti i tavoli e livelli possibili. Concordando di affidare a un gruppo ristretto il compito di sintetizzare l'istanza da presentare all'incontro previsto a fine maggio con il governatore Maroni.
Da parte sua l'onorevole Bordo ha programmato per lunedì 9 maggio prossimo, in sala Ricevimenti del Comune di Crema alle 21, un incontro con i rappresentanti delle categorie economiche e gli amministratori locali, sul futuro del Cremasco.
(Articolo completo su “Il nuovo Torrazzo” di domani)