SETTIMANA SANTA IN CATTEDRALE

Dalla Domenica delle Palme passando per il triduo, fino all'Alleluja della Pasqua. È la Settimana Santa, centro e culmine dell'anno liturgico, nella quale si celebrano gli eventi del Mistero pasquale di Gesù Cristo: l'istituzione dell'Eucaristia, del sacerdozio ministeriale e del comandamento dell'amore fraterno, la passione e la morte, la risurrezione.
Le celebrazioni solenni in Cattedrale a Crema sono iniziate la scorsa domenica, nella festa delle Palme. Alle 10.45 nella chiesa di San Bernardino la benedizione dei rami d'ulivo e la lettura del Vangelo dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme. Tantissimi i bambini del catechismo e gli Scout presenti che hanno fatto festa con gli ulivi in mano. La processione si è poi snodata verso la Cattedrale, per la Messa presieduta dal cardinale Paul Poupard – a Crema per l'inaugurazione della Sala di Lettura e di Consultazione della Biblioteca diocesana – affiancato dal vescovo Oscar. Nella liturgia è stata letta la Passione di Gesù.
Il Giovedì Santo, aprendo il triduo, alle ore 10 monsignor Cantoni ha concelebrato con i preti della diocesi la santa Messa Crismale, considerata una delle principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio del Vescovo e un segno della stretta unione dei presbiteri con lui. Durante la Messa – alla quale sono intervenuti anche i ragazzi che nei prossimi mesi riceveranno la Cresima – il Vescovo ha benedetto il Santo Crisma e gli altri oli.
Dopo aver rivolto un pensiero ai convalescenti don Mario Vailati e don Natale Severgnini, nell'omelia monsignor Cantoni ha parlato in modo particolare ai sacerdoti che, nella fedeltà alla chiamata del Signore, sono uniti alla sua stessa missione: portare il lieto annunzio ai miseri, fasciare le piaghe dei cuori spezzati, proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri… “Sono opere di misericordia – ha rilevato il Vescovo – che in questo Anno Santo sentiamo particolarmente attuali per noi sacerdoti. Ogni giorno, a più riprese, ci sono offerte le occasioni opportune per esercitarle e per constatare come il nostro sia un servizio prezioso e indispensabile, profondamente richiesto da credenti e da non credenti”.
Il vescovo Oscar ha quindi allargato la riflessione alla società in cui viviamo, caratterizata dal vuoto di valori e dal venir meno dei grandi ideali, “quelli che hanno costruito la nostra civiltà e caratterizzato la nostra cultura”. Spetta ai sacerdoti “trasformare queste sfide in opportunità per il Vangelo, cercando i linguaggi e le modalità più opportune perché la Chiesa possa compiere la sua missione. Piuttosto che trincerarsi in un sistema di autodifesa o di continua accusa del mondo – l'esortazione di monsignor Cantoni – il nostro mandato consiste nell'aiutare l'umanità ferita a trovare ragioni di senso, presentando Cristo come Colui che porta la luce là dove ci sono le tenebre, promuove la vita là dove vige la cultura della morte, semina amore là dove la violenza, l'odio, l'indifferenza sembrano prevalere e il bene può apparire sconfitto. In una cultura dove i desideri sono spenti, né nascono spontaneamente grandi domande, occorre che siamo noi, come comunità cristiana, a saper generare interrogativi, a suscitare sani quesiti per coerenza con la missione che il Signore ci chiede”.
Lo stile di vita del prete dev'essere intriso di gioia, di condivisione, di solidarietà… “Solo se ci vedranno sereni e contenti di quello che siamo e di quello che facciamo – ha detto il vescovo Oscar – i giovani potranno prenderci come modelli di vita e aspirare a una scelta come la nostra. Solo se sperimenteranno una forte comunione tra noi e i nostri laici, le persone che ci osservano potranno identificarci come veri costruttori di Chiesa. Se noi per primi saremo modelli attraenti, in pace con noi stessi e con gli altri, solo allora potremo affrontare il compito di aiutare i nostri cristiani, all'interno delle nostre comunità parrocchiali, a diventare essi stessi persone propositive presso gli uomini di oggi”. Da qui l'impegno anche per le comunità: “Se davanti agli occhi di tutti daranno uno spettacolo di sincera accoglienza, se crescerà la fiducia nelle nostre relazioni interpersonali, insieme a un impegno gratuito a servizio dei poveri, delle famiglie in difficoltà, dei genitori, allora sarà facile che scattino nel cuore di molti delle domande che preparano a qualcosa di nuovo”.
Di fronte alle drammatiche notizie di cronaca e di terrorismo di questi ultimi giorni e ai dilaganti fenomeni di corruzione e indifferenza, il Vescovo ha esortato tutti a “un supplemento di umanità, un rinnovato impegno nella promozione dei diritti della persona, della sua inviolabilità e della sua dignità. A noi cristiani il compito di custodire e promuovere tenacemente l'umano, testimoniando come l'annuncio del Vangelo di Gesù Cristo sia davvero 'buona notizia' per tutti”.
Infine, rivolgendosi ancora ai sacerdoti, ha detto: “Davanti alle fatiche, alle delusioni e alle difficoltà pastorali non cadiamo nella rassegnazione che, come ha detto papa Francesco, 'ci toglie l'allegria, la gioia della lode e non solo ci impedisce di progettare, ma ci frena nel rischiare e trasformare le cose'. Ravviviamo la nostra fede nella presenza operosa e fedele del Signore Risorto, che guida la sua Chiesa e riponiamo la nostra fiducia nello Spirito Santo, che moltiplica e diffonde il bene che noi seminiamo. L'amore è più forte, anche se sembra perdente, ed è sempre fecondo; l'amore genera nuova vita e ci dona il coraggio di 'gettare le reti' sempre; l'amore fa fiorire la speranza”.
Al termine dell'omelia c'è stato il rinnovo delle promesse sacerdotali, quindi don Matteo Ferri, don Andrea Rusconi e don Gabriele Frassi – affiancati da alcuni laici – hanno portato all'altare le ampolle con gli oli degli Infermi e dei Catecumeni e il Santo Crisma, solennemente benedetti dal Vescovo e che poi, in serata, sono stati accolti nelle singole parrocchie.
Sempre giovedì, nel tardo pomeriggio, monsignor Cantoni ha presieduto la Messa in Coena Domini, caratterizzata dal rito della lavanda dei piedi ai bambini della Prima Comunione.
Oggi, Venerdì Santo, alle ore 18.30 il vescovo Oscar ha guidato l'Azione Liturgica della Passione, poi in serata la processione con il Cristo Morto a San Benedetto. Oggi, Sabato Santo, il silenzio della Chiesa: l'appuntamento in Cattedrale è alle ore 21.30 per la solenne Veglia Pasquale e i suoi riti (è la celebrazione più importante di tutto l'anno). Domani, domenica di Pasqua, alle ore 11 monsignor Cantoni presiederà il Pontificale.