POUPARD PARLA DELLA MISERICORDIA

Inaugurata oggi la Sala di Lettura e di Consultazione della Biblioteca diocesana, sita in via Matteotti 41 (Palazzo Bonzi), con la presenza prestigiosa del card. Paul Poupard.
Per solennizzare la storica data, una commissione formata dai rappresentanti della diocesi, dal responsabile della Biblioteca don Giuseppe Pagliari, dal direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose don Pier Luigi Ferrari, dall'Unione Impreditori e dirigenti (Ucid), dall'Uni-Crema, dalla Fondazione Manziana e da Il Nuovo Torrazzo, ha organizzato due momenti culturali.
Al mattino alle ore 11, presso l'auditorium Manenti, il card. Poupard ha tenuto una “Lectio magistralis” sul tema “Per una cultura dell'amore misericordioso con san Giovanni Paolo II e papa Francesco.” Il porporato, presidente emerito della Congregazione Pontifica per la Cultura e il Dialogo Interreligioso, collaboratore di diversi papi, ha acquisito una notevole competenze in questo ambito, con un orizzonte mondiale. Ed è legato in modo particolare a Crema – della quale è cittadino onorario – perché ha donato alla nostra diocesi il proprio ricchissimo fondo archivistico con documenti di grande importanza, in parte ancora secretati (si pensi al dibattito intorno alla revisione del processo di Galileo di cui è stato promotore e coordinatore), una prima parte del suo fondo librario e alcune tele di Jean Guitton.
Parlando in San Bernardino alla presenza di un folto pubblico, il card. Poupard ha iniziato ricordando l'Anno Santo della Misericordia che “viviamo tutti con gioia e che papa Francesco ha indetto l'8 dicembre scorso. Giustamente l'attuale pontificato viene qualificato come il pontificato dalla misericordia, il nucleo del Vangelo e l'architrave che sorregge la Chiesa.”
La sua lezione magistrale, alla quale erano presenti gli studenti dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose e numeroso pubblico, è stata preceduta dai saluti del vescovo Oscar, del direttore dell'ISSR e da uno studente dello stesso Istituto.
Poupard ha voluto soffermarsi particolarmente su san Giovanni Paolo II citato a più riprese da papa Francesco che si mette in continuità con lui.
Giovanni Paolo II è stato l'apostolo della Misericordia e l'anno santo si iscrive nella scia di questo papa che, dopo aver pubblicato l'enciclica “Dives in Misericordia”, ha canonizzato suor Faustina Kowalska, la sua ispiratrice e ha istituito la festa della Divina Misericordia nella seconda domenica di Pasqua.
Proponendo la santa Kowalska il cui messaggio si colloca tra le due guerre mondiali, “la luce della divina Misericordia illuminerà il cammino degli uomini del terzo millennio”.
“Il merito di san Giovanni Paolo II – ha sottolineato il cardinal Poupard – è stato di ricordarci che la Misericordia è un tratto inalienabile dell'Amore, che è esso stesso il cuore di Dio e che siamo chiamati dalla fede in Cristo ad imitarlo.”
E ha poi declinato, da par suo, il senso di questa Misericordia.
“Dio è amore – ha detto – e l'amore è misericordia.” E ha citato un brano dell'enciclica di san Giovanni Paolo II: “La misericordia è la dimensione indispensabile dell'amore è il suo secondo nome.”
La misericordia di Dio è presente già nel Vecchio Testamento, mentre nella cultura pagana l'uomo appariva come “homini lupus”.
“La rivelazione del Dio di Misericordia – ha spiegato Poupard – opera un capovolgimento antropologico notevole.” Non si tratta più del dio dei pagani che era pensato ad immagine dell'uomo; qui è vero il contrario: l'uomo è immagine di Dio e l'antropologia diventa teocentrica.
Dio non è una forza cieca, ma il Padre delle misericordie e l'uomo a sua volta deve diventare misericordioso a imitazione del suo creatore; un Dio vicino, un Dio incarnato. Il card. Poupard ha citato al proposito la parabola del Padre misericordioso.
Questa misericordia s'incarna in Gesù Cristo e il cardinale ha ricordato le parole di Gesù sulla croce: “Perdona loro perché non sanno quello che fanno”, nonché il perdono al ladrone pentito, la beatitudine: beati i misericordiosi perché otterranno misericordia, nonché la frase del Vangelo di Luca: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.”
Da qui si comprende come la Misericordia abbia un posto centrale nell'economia della salvezza e che richieda a noi una vera adesione. Poupard ha ricordato alcuni gesti luminosi del nostro tempo, come quello di san Massimiliano Kolbe in campo di concentramento.
“La misericordia – ha continuato il relatore – ci conduce al cuore stesso della conversione cristiana, vera conversione, se paragonata alle mode, agli usi e ai principi che governano la vita degli uomini.” Se per Platone la Misericordia era una debolezza e per Aristotele una mancanza, la misericordia è nel cuore del mistero cristiano. Una misericordia la cui misura consiste nel non avere misura, come afferma san Bernardo, che è nel cuore del mistero dell'Alleanza estesa a tutti gli uomini in Gesù Cristo, a tutti gli uomini che lo temono, come esclama Maria nel Magnificat.
“In questa svolta misteriosa della nostra storia – ha continuato il card. Poupard –
che si volge verso l'esasperazione all'alba del nuovo millennio, come non rileggere quelle righe premonitrici che concludono la Dives in Misericordia?” E le ha citate: “Per quanto forte possa essere la resistenza della storia umana, per quanto marcata l'eterogeneità della civiltà contemporanea, per quanto grande la negazione di Dio nel mondo umano, tuttavia tanto più grande deve essere la vicinanza a quel mistero che, nascosto da secoli in Dio, è poi stato realmente partecipato nel tempo all'uomo mediante Gesù Cristo. ”
“Nella nostra epoca di esacerbati conflitti e di lotte inespiabili – ha sottolineato Poupard – bisogna essere coraggiosi e mettere in pratica la misericordia: molti uomini hanno bisogno della tenerezza di Dio! “Non si tratta di convenienza morale o di necessità sociale, ma piuttosto di un'esigenza evangelica.
Molti uomini si sono allontanati dalla Chiesa perché non hanno scoperto il suo volto fraterno. Ed essi hanno rifiutato Dio perché l'hanno scambiato per un tiranno intollerante. Ciò indica l'urgenza di assumere un comportamento radicato nelle beatitudini. Il mese scorso – ha aggiunto – papa Francesco non ha cessato durante tutto il suo viaggio apostolico nel Messico, così provato dalla violenza e dal narcotraffico, di darne un esempio commovente.”
Concludendo il cardinale ha ricordato alcune figure di santi della Misericordia: il curato d'Ars che esortava ad avere un cuore tenero, Vincenzo de' Paoli, Teresa di Lisieux, Charles de Foucauld, san Francesco d'Assisi, madre Teresa.