IL GIUBILEO DELLE FORZE DELL'ORDINE

Celebrato il Giubileo delle Forze dell'ordine, oggi pomeriggio dalle ore 15. Vi hanno partecipato, accogliendo l'invito del vescovo mons. Oscar Cantoni, l'arma dei Carabinieri, della Finanza, della Polizia e i membri delle associazioni combattentistiche e reduci con i loro labari.
Inizio della celebrazione nella chiesa di San Bernardino dove don Giuseppe Scotti, responsabile dell'organizzazione dei giubilei diocesani, affiancato da tre cappellani militari, ha spiegato il senso del giubileo stesso, leggendo parti della bolla d'indizione di papa Francesco.
Dopo alcune preghiera d'apertura, si è snodata la processione dalla chiesa alla cattedrale, passando sotto i portici del Comune. Ad uno ad uno i membri delle forze dell'ordine hanno attraversato la porta santa della cattedrale, accolti dal mons. Cantoni.
“Siamo venuti a celebrare la nostra Pasqua”, ha detto un cappellano militare all'inizio della celebrazione, affidando alle preghiere del vescovo Oscar i militari e le loro famiglie.
Presenti alla significativa liturgia anche la mamma e la sorella dell'appuntato dei Carabinieri Giovanni Sali, ucciso in servizio due anni fa a Lodi.
La celebrazione è iniziata con la professione di fede e la preghiera per il papa e per il vescovo al fine di lucrare l'indulgenza giubilare. Sono seguiti una decina di minuti di silenzio durante i quali i militari hanno potuto liberamente accostarsi in privato al sacramento della Confessione.
È poi iniziata la liturgia eucaristica. Nell'omelia il vescovo celebrante ha espresso soddisfazione per l'appuntamento giubilare con le Forze dell'Ordine, inserendolo nel lungo cammino dell'intera diocesi che, in profonda unità, sta confluendo alla chiesa madre: “Molti fedeli – ha detto mons. Cantoni – sono già venuti in questa cattedrale e molti verranno nei prossimi mesi”. “Cos'è la porta santa?” s'è poi chiesto. “Sono le braccia spalancate del Signore”, ha risposto. “Lasciamoci accogliere da Dio! Il compito essenziale della Chiesa è annunciare la misericordia del Signore. Egli non si dimentica di noi, ma ci attende con molta discrezione. Viene a noi anche quando siamo in situazione difficili e nelle tenebre.”
“È bello – ha continuato – che in questo tempo di grazia il Signore ci dica: Voi che siete ancora negli inferi, venire fuori!”
Ha poi parlato del servizio prezioso che le Forze dell'ordine svolgono nella società con tanta attenzione e passione. E, riprendendo il tema della misericordia, ha sottolineato che “il Signore è colui che si commuove perché è anche madre; che tramite Gesù possiamo diventare misericordiosi come il Padre.”
“Ci aiuti il Signore -ha concluso – a commuoverci per il suo amore e a diventarne testimoni.”
Dopo l'omelia è stata recitata a cori alternati la preghiera del Giubileo di papa Francesco.
La liturgia eucaristica concelebrata da don Scotti e dai tre cappellani militari è continuata normalmente. Prima della benedizione del vescovo, il comandante della compagnia dei Carabinieri di Crema Giancarlo Carrara, lo ha ringraziato per l'accoglienza e le preghiere. Al termine, le foto dei vari gruppi assieme a mons. Cantoni.