FAVA – AGRICOLTURA CONSAPEVOLE

“L'imprenditore agricolo torni a fare l'imprenditore crescendo in consapevolezza. Regione Lombardia – ha assicurato l'assessore all'Agricoltura, Gianni Fava – sosterrà questo sforzo, contribuirà alla conquista del mercato interno e a un'internazionalizzazione che sia realmente remunerativa, senza condizionare nessuno e prendendo atto che sta cambiando, in positivo, l'approccio.”
Il presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini, ha ringraziato il governatore Roberto Maroni e l'assessore Fava per aver creduto nell'esperienza di Campagna Amica, condividendo il percorso del “Lombardia Expo Tour”, che ha preceduto l'Esposizione universale e anche durante la stessa, che è stata occasione per lanciare la campagna anti contraffazione e il Position Paper.
“La consapevolezza in agricoltura – ha spiegato Fava – è il passaggio che ancora manca, perché il mondo agricolo ha assecondato e subito le scelte politiche. Lo dico perché stiamo attraversando una crisi più grande perché l'agricoltore, in questi anni, ha aspettato le misure del Psr anche per le semine aspettando quindi l'aiuto esterno.”
“Ottima l'idea di Coldiretti di lanciare Campagna Amica – ha sottolineato l'assessore Fava – e la vendita diretta dei produttori ai consumatori. Se noi guardiamo il sistema complessivo dell'agroalimentare e lo consideriamo filiera unica, quello lombardo è cresciuto anche nel 2015, mentre altri comparti hanno segnato il passo.”
“Emerge però il dato – ha aggiunto – che a marginalizzare sul prodotto agricolo non è più l'agricoltore, ma quasi sempre il trasformatore. Siamo in un mercato con margine, non asfittico, ma ho più produzione di materia prima che continua a perdere valore come dimostrano le merci che diventano 'italiane' appena passano il Brennero, le contraffazioni e l'italiano sounding.”
“Va rivisto il modello – ha rimarcato l'assessore – e io continuo a pensare che il nostro mercato di riferimento sia quello interno, nonostante abbia girato, con il presidente Prandini, mezzo mondo promuovendo prima Expo e i nostri prodotti. Io continuo a pensare che l'internazionalizzazione abbia un valore straordinario se massimizza il valore”.
“Il ministro – ha ricordato – ha detto che, nel 2020, arriveremo a 50 milioni di export, ma io mi chiedo a quali condizioni visto che siamo diventati, nel 2015, il primo Paese per esportazione di vino superando la quantità di prodotto portato all'estero, ma incassando meno dei transalpini. Quindi l'internazionalizzazione non si misura sulla quantità, ma sul valore dell'export.”
“Noi – ha concluso Fava – dobbiamo ripensare un modello che guardi di più a quello interno, perché è il consumo interno che fa la differenza e il nostro è fatto da consumatori che cercano la qualità. Se noi miglioriamo l'offerta, se noi sosteniamo la promozione abbiamo la chiave di volta per conquistare mercati e remunerazione con adeguate opere di sostegno ai produttori che passano anche per la vostra azione come Coldiretti.”