UNA SCUOLA IN TANZANIA

Oltre il dolore – immenso – c'è un sogno che si avvera e che, concretizzandosi, diventa speranza per tanti ragazzi dell'Africa. Il sogno è quello di Ruggero e Andrea Cosano, due fratelli cremaschi di Ombriano morti in tragici incidenti stradali: costruire una scuola che, nello specifico, è sorta a Pugu, in Tanzania. Ruggero e Andrea sono stati strappati alla vita da un drammatico destino, ma il loro progetto non è sfumato: papà Giuliano e mamma Maria, pur nella disperazione di un evento doloroso che lacera l'anima, lo hanno tenacemente portato avanti, con il sostegno della Caritas, dei Frati Francescani Cappuccini e di tanti amici dei loro figli. Il sogno, oggi, è realtà: la scuola è stata inaugurata a fine gennaio. Un cammino che s'è concluso proprio nell'Anno Santo della Misericordia e che ci piace “leggere” dentro questo contesto, parlando dell'opera “insegnare a chi non sa”.
È il 2003 quando Ruggero rimane ucciso in un incidente stradale. Il fratello Andrea – forse per trovare uno scopo che alleviasse il suo indicibile dolore – segue le pratiche successive e decide che tutti i proventi dell'assicurazione devono servire alla costruzione di una scuola in Africa. I genitori non sanno nulla. A distanza di 17 mesi, però, anche Andrea muore in un incidente. L'esistenza di una famiglia è spezzata, ma quando Maria e Giuliano Cosano vengono a conoscenza del sogno dei loro figli, sanno andare oltre la disperazione e, pur con la morte nel cuore, decidono – senza pensare a nulla, ma solo per amore – di realizzarlo. I soldi del risarcimento, i risparmi di una vita, l'aiuto di amici, la generosità di privati: tutto è investito per edificare la scuola in terra africana. Sembra una follia, ma è la follia di chi ama e che, iniziando un cammino, si sente vivo: paure e pianti hanno certamente accompagnato i coniugi Cosano, ma – determinati – non hanno mai mollato.
La scelta per la costruzione della “scuola di Ruggero e Andrea” è stata la Tanzania, precisamente Pugu, località che si trova a circa 25 chilometri a sud-ovest da Dar es Salaam. Con il supporto della Caritas Diocesana di Crema, vengono allacciati i contatti con il padre cappuccino Leonardo Amadori, missionario in Tanzania da oltre quarant'anni: è lui, di fatto, a individuare il luogo e ad avviare l'opera, poi continuata dall'attuale parroco di Pugu, il benedettino padre Melkior Kayombo.
Il progetto – che, oltre agli immancabili aspetti burocratici, va inquadrato nei ritmi dell'Africa – ha mosso i primi passi nel 2008, con tanto di visita sul posto da parte di Claudio Dagheti e Miriel Campi per conto della Caritas cremasca. Il 6 dicembre del 2009, poi, la posa della prima pietra: a Pugu, accompagnati dal direttore di Caritas Crema don Francesco Gipponi, ci sono anche i coniugi Cosano, con la mente e gli occhi al cielo e l'orgoglio di aver mosso i primi passi.
Il cammino successivo sarà sempre in salita, ma poco importa. Per precisa volontà di Giuliano e Maria, tutto è in mano alla gente locale: gli studi progettuali, la bonifica, la preparazione dei materiali edili, i lavori di costruzione sono infatti gestiti e portati avanti direttamente in Tanzania, dagli esperti e dagli operai della zona di Pugu. Si tratta di una scelta significativa, condivisa con il Consiglio dei saggi di Pugu: in tal modo quella gente ha potuto pensare e operare con il suo stile, con la propria mentalità e, attraverso il lavoro, guadagnare per mantenere la famiglia. “Dentro” il sogno di Ruggero e Andrea, mamma Maria e papà Giuliano hanno creduto nelle immense potenzialità del popolo africano.
Dall'Italia sono stati spediti in Africa impianti elettrici, sanitari, arredi e altro e la scuola è diventata realtà. Una grande struttura dotata di aule, laboratori, refettorio, stanze, uffici, servizi, biblioteca… insomma, un vero e proprio campus universitario. L'indirizzo è quello dell'avviamento tecnico-professionale nei settori, in particolare, dell'ingegneria civile ed elettronica e dell'informatica. La scuola è aperta a ragazzi e ragazze di tutte le etnìe, religioni o pensiero politico.
Il 31 gennaio scorso, a Pugu, c'è stata la grande festa d'inaugurazione, alla presenza delle massime autorità. Maria e Giuliano Cosano sono stati accompagnati dal nipote Ferdinando Valdameri (responsabile del Gruppo Missionario di Ombriano) e da due amici di Ruggero e Andrea: Astrid Plank e Giorgio Merico. Non potendo presenziare, il direttore di Caritas Crema don Gipponi ha inviato una lettera, parlando di “un sogno che in qualche modo fa rivivere Ruggero e Andrea” e che, diventato realtà, dà “la possibilità ai giovani africani di conseguire competenze professionali che rappresentano una forte speranza per il futuro”.
Davanti a circa 3.000 persone, la cerimonia inaugurale è durata cinque ore tra discorsi, danze colorate e saggi – nel bellissimo stile della tribù Swahili – e la celebrazione della santa Messa. Poi il taglio del nastro, lo scoprimento della targa con i nomi dei giovani fratelli Cosano e il rinfresco conclusivo all'interno della scuola.
Emozioni, pianti, gioia, orgoglio, nostalgia dei loro figli sono i sentimenti che hanno percorso Maria e Giuliano: l'obiettivo è stato raggiunto e tutto, nel giorno dell'inaugurazione, è stato una festa, un'esplosione di felicità viva negli occhi della gente e dei giovani della Tanzania. Sicuramente il sogno di Ruggero e Andrea s'è trasformato per loro in qualcosa di buono.
I coniugi Cosano – che hanno contribuito anche alla funzionalità di un asilo e alla distribuzione di vestiario e generi vari alla popolazione – hanno infiniti ringraziamenti da fare: è una lunga lista di amici, di persone generose, di ditte, di gruppi, di chi ha spedito via aerea a proprie spese la strumentazione elettronica… Si rischia di dimenticare qualcuno. A tutti, quindi: “Grazie!”.
La “scuola di Ruggero e Andrea” a Pugu non è più un sogno, ma una splendida realtà. Sì, un'opera di misericordia, una luce d'amore che squarcia il buio del dolore e si fa concreta speranza per tanti giovani africani.
Giamba Longari