CREMA -REFURTIVA RECUPERATA E RESTITUITA

Il 23 gennaio c.a. dopo diversi servizi di pedinamento era stata arrestata, da parte degli investigatori del Nucleo Operativo, una banda di malfattori albanesi dediti ai furti in casa, bloccati ad Agrate (Mi) dopo che avevano razziato alcune abitazioni nella provincia di Vicenza. Gli stessi, infatti, oltre alla provincia di Cremona ed in particolare i Comuni cremaschi, avevano un ampio raggio d'azione che li portava anche in Veneto ed in particolare nelle province di Venezia, Vicenza e Verona. L'attività investigativa, dopo l'arresto si è concentrata nel raccogliere prove a loro carico, per diversi furti commessi dagli stessi, cercando similitudini nell'adottato modus operandi. Infatti, uno dei componenti, una donna, approcciava l'obiettivo suonando il campanello di casa tenendo per mano un bambino. Se il proprietario era in casa la donna chiedeva scusa asserendo di cercare un'altra persona, mentre se non vi era risposta, comunicava l'incustodia ad un primo complice che entrava in azione forzando un infisso eppoi asportando spesso monili in oro e contanti, solitamente custoditi nella camera da letto. Il secondo complice, invece, rimaneva a bordo di una opel corsa di colore grigio scuro, girando per le vie limitrofe e segnalando l'eventuale presenza di auto delle FF.OO. e/o il rientro improvviso del proprietario.
Il citato veicolo, infatti, è risultato un elemento importante che in diversi casi è apparso nelle immagini delle telecamere o nelle testimonianze di persone dimoranti delle vie ove sono stati consumati i furti in abitazione. Alla luce di tali importanti riscontri gli investigatori hanno accertato che il sodalizio criminoso aveva compiuto circa una ventina di furti sia nelle province venete ed anche, in particolare, nei Comuni cremaschi di Chieve e Capergnanica.
L'esito delle indagini è stato rapportato all'Autorità Giudiziaria competente, mentre i tre albanesi sono ancora in regime carcerario.
Ieri, tra l'altro, sono stati restituiti diversi monili in oro ai legittimi proprietari, rinvenuti in possesso ai tre malfattori all'atto del loro arresto, che hanno ringraziato calorosamente per il felice epilogo della vicenda che li aveva visti vittime, loro malgrado.