PELLEGRINAGGIO ALLA CATTEDRALE ZONA SUD

“Un saluto di gioia e di pace a tutti voi.” Sono le parole che il vescovo Oscar ha rivolto stasera ai fedeli delle parrocchie della zona sud in pellegrinaggio alla cattedrale nell'Anno Santo della Misericordia. La zona raccoglie le parrocchie di Bolzone, Credera, Montodine, Moscazzano, Ripalta Arpina, Ripalta Guerina, Ripalta Nuova, Rovereto, Rubbiano, San Michele, Zappello.
Quella di stasera è stata una liturgia penitenziale mirata all'ottenimento della santa indulgenza giubilare. Quattro i momenti salienti: innanzitutto il ritrovo nella chiesa di San Bernardino dove i fedeli sono stati accolti dal vicario della zona don Franco Crotti che ha spiegato il significato dell'indulgenza; è seguito un momento di preghiera con canti e invocazioni e la lettura di alcuni passaggi della Bolla di indizione del Giubileo di papa Francesco. Secondo momento, quello della processione alla cattedrale e del passaggio della Porta Santa della Misericordia; di seguito il ricordo del battesimo e le preghiere per l'indulgenza; infine, la possibilità di accostarsi personalmente al sacramento della Riconciliazione al termine della liturgia.
Nell'omelia il vescovo Oscar ha spiegato il senso della celebrazione: “Cosa avete fatto? ha chiesto ai fedeli presenti. Siete entrati nella porta santa, la porta della misericordia per ricordarci che il cuore di Dio è spalancato per ciascuno di noi. Non lo meritiamo, a volte pensiamo di non essere degni e invece lui continuamente fa il primo passo verso di noi. Chiunque entra nella porta della Misericordia può sperimentare l'amore di Dio che consola e perdona e che dona speranza. Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci consolati, di sentirci perdonati dall'amore del Signore, abbiamo bisogno di riprendere con fiducia e speranza il nostro cammino.
Quando siamo entrati – ha continuato mons. Cantoni – siamo stati anche invitati a rispondere da parte nostra all'amore del Signore ed è stata suggerita questa breve espressione: “Signore, aiutami a spalancare la porta del mio cuore”. Perché non è sufficiente che Dio venga incontro: ha bisogno di incontrare persone accoglienti, che con piena libertà aderiscano al suo amore, si lascino amare e si lascino accogliere. Anche noi vogliamo dire: “Signore aiutaci a spalancare la porta del nostro cuore, così intrisi di misericordia possiamo diventare misericordiosi come il Padre.” E questo è lo scopo dell'Anno Santo.”
Il vescovo si è poi riferito al secondo gesto della celebrazione: la benedizione dell'acqua e l'aspersione dell'assemblea a ricordo del battesimo. “Con questo momento abbiamo pensato all'amore del Signore che ci ricostruisce sempre. Il battesimo ci fa figli di Dio, ma figli si diventa, si cresce nella conoscenza del signore, nella confidenza di lui, Figli del Padre, ma anche parte del popolo di Dio. Siamo entrati a far parte del popolo di Dio. Quel popolo attraverso il quale noi riceviamo tutto: nessuno potrebbe dire Padre nostro, se non avessimo la chiesa come Madre. La santa madre Chiesa ci accoglie tra i suoi figlie e ci aiuta con la grazia che riceve dal Signore a diventare sempre più figli, ma anche sempre più fratelli.
La vita fraterna è garanzia di quella filiale: nessuno può amare Dio che non vede se non ama il fratello che vede.”
Infine un breve commento alle due letture proclamate durante la liturgia. “Le due letture sono come due ante della stessa porta. Nel vangelo abbiamo sperimentato la tenerezza di Gesù che è venuto a cercarci. Il Signore ci accoglie come pastore, cerca la sua pecorella smarrita e la riporta all'ovile. È più ardente la premura di Dio a cercarci, che noi ad accoglierlo. Egli ci conosce uno per uno come il pastore conosce, ad una ad una, le pecore.
La seconda anta della porta sono i consigli pratici per diventare testimoni della misericordia che ci propone san Paolo. La misericordia è qualcosa di concreto: il papa ci invita a vivere le opere di misericordia, corporali e spirituali. Ciascuno di noi cerchi come attualizzare nella propria vita le espressioni di San Paolo che abbiamo ascoltato: amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda, ecc. Che tutte le nostre comunità – ha concluso il vescovo – diventino oasi di misericordia, dove l'amore di Dio risulta palpabile.”
Sono seguite le preghiere per l'acquisto dell'indulgenza: la Professione di Fede (il Credo apostolico) e le invocazioni per la Chiesa, il Papa e il Vescovo. Terminata la celebrazione, dopo la benedizione, è stato possibile ai fedeli accostarsi personalmente al sacramento della Confessione.
Prossimo appuntamento, martedì 8 marzo per la zona ovest.