PELLEGRINAGGIO GIUBILARE

Iniziati molto bene i pellegrinaggi giubilari delle parrocchie alla cattedrale. Tantissimi i fedeli delle zone cittadine e suburbana che, accompagnati dai loro sacerdoti, hanno risposto all'invito del vescovo mercoledì sera 17 febbraio. Si è trattato non di una semplice liturgia penitenziale, ma di una liturgia mirata all'ottenimento della santa indulgenza giubilare. Quattro i momenti salienti: la processione-pellegrinaggio (i fedeli della parrocchia dei Sabbioni con i frati sono venuti a piedi dal loro quartiere), il passaggio della Porta Santa della Misericordia, le preghiere per l'indulgenza e la possibilità di accostarsi personalmente al sacramento della Riconciliazione al termine della liturgia.
Raduno iniziale nella chiesa di San Bernardino. I fedeli sono stati accolti dal vicario della zona cittadina don Maurizio Vailati che ha spiegato il significato dell'indulgenza. È seguito un momento di preghiera con canti e invocazioni e la lettura di alcuni passaggi della Bolla di indizione del Giubileo di papa Francesco.
Si è quindi snodata la processione verso la cattedrale, preceduta dalla croce e dai ceri e accompagnata dal Cantico dei Redenti. Numerosissimi i fedeli che hanno attraversato la porta santa: ciascuno era invitato a pregare: Signore, aiutami a splancare la porta del mio cuore!
Appena entrati in duomo è stato intonato l'inno dell'Anno Santo (Misericorde sicut Pater/Misericordiosi come il Padre). La liturgia, presieduta dal vescovo Oscar (che ha atteso i pellegrini in cattedrale), è iniziata con la memoria del Battesimo: mons. Cantoni ha benedetto l'acqua ed ha asperso tutti i presenti. È seguito l'ascolto della Parola di Dio (un brano della lettera di San Paolo ai Romani e il Vangelo della pecorella smarrita) e l'omelia.
“Siamo qui – ha detto mons. Cantoni – per incontrare il Signore che, a sua volta, ci corre incontro e ci spalanca il suo cuore. Siamo qui per sperimentare il grande affetto che il Padre nutre per ciascuno di noi: è Lui che ci chiama per primo.
Chiunque entrerà nella porta santa potrà sperimentare l'amore di Dio che perdona. Lasciamoci accogliere dall'amore del Signore. Nel mentre – ha aggiunto – vi invito a ripetere questa preghiera: 'Signore aiutami a spalancare la porta del mio cuore', perché non basta che Egli venga incontro a noi, ma bisogna che anche noi gli spalanchiamo la porta del nostro cuore.”
Continuando, il vescovo ha ricordato il gesto battesimale appena compiuto, con l'aspersione dell'acqua. “Siamo qui per rivivere il Battesimo, fondamento della vita Cristiana – ha continuato – e per ricevere la riconciliazione, sorella del battesimo. È bene che usciamo da qui convertiti.”
Ha poi commentato i due brani della Parola di Dio, definendoli le due ante della porta della misericordia. E ha sottolineato il Vangelo nel quale la pecora perduta è oggetto dell'attenzione e dell'amore del Padre.
L'invito finale è stato quello di Gesù: “Diventare misericordiosi come il Padre”,. Con l'esertazione a vivere le opere di Misericordia materiali e spirituali.
Sono seguite le preghiere per l'acquisto dell'indulgenza: la Professione di Fede (il Credo apostolico) e le invocazioni per la Chiesa, il Papa e il Vescovo.
Terminata la celebrazione, dopo la benedizione, è stato possibile accostarsi personalmente al sacramento della Confessione. Numerosi sacerdoti si sono posti nei confessionali o lungo le pareti della cattedrale e hanno impartito l'assoluzione a numerosi fedeli. Tra di loro anche il vescovo Oscar.
Una celebrazione ben riuscita che si spera possa essere ripetuta anche dalle altre zone pastorali: Martedì 1 marzo toccherà alla zona sud; Martedì 8 marzo alla zona ovest; Martedì 15 marzo 2016 alla zona est; Mercoledì 16 marzo alla zona nord.