AVULSS: IL SORRISO CHE RESTA

“Cosa le devo dare? Me lo chiedono spesso le persone, soprattutto anziane, che assistiamo. Io rispondo: un'Ave Maria e siamo a posto! E loro: allora, le dico tutta la Corona!”. Ci dice così la signora Enrica Volli, quando le chiediamo cosa si riceve dal prestare, giornalmente, assistenza ai malati e agli ospiti della Casa di Riposo, concretizzando nella vita l'opera di misericordia “visitare gli infermi”. Può sembrare una risposta banale, che magari strappa pure un sorriso, ma a pensarci bene è una risposta straordinaria e densa di significati, in cui è racchiuso tutto il buono dell'animo umano.
Enrica Volli è la presidente dell'Avulss, l'associazione per il volontariato socio-sanitario che è attiva a Crema dal 1993. La “missione” associativa è chiaramente riportata nella Carta del volontario, scritta dal fondatore don Giacomo Luzietti: “Il volontario Avulss è accanto a chi soffre, intende aiutarlo a superare i momenti di difficoltà e si offre come punto di riferimento… L'Avulss intende migliorare la qualità della vita di chi è in stato di sofferenza”. Di fatto, pur dentro la dimensione della malattia e della sofferenza, il volontario Avulss si pone al servizio della vita.
Il fondatore don Giacomo Luzietti è nato a Corinaldo (Ancona) il 25 magio 1931 ed è morto a Brezzo di Bedero (Varese) il 5 settembre 1994. Chi l'ha conosciuto non può far a meno di ricordarlo con grande affetto, perché egli aveva il carisma di affascinare e di coinvolgere nella preziosa avventura cui il Signore lo chiamò fin da giovanissimo: dare conforto e speranza a chi soffre nel corpo e nello spirito.
A Crema, l'Avulss opera presso il reparto riabilitativo della Fondazione Benefattori Cremaschi – il Kennedy – e alla Rsa di via Zurla, che per ogni cremasco è più facile chiamare ancora Casalbergo.
“Attualmente – spiega la signora Volli – siamo 31 volontari, tutti formati attraverso la partecipazione ad appositi corsi. È importante sapere, infatti, che facciamo parte di un'associazione diffusa su tutto il territorio nazionale, con regole precise che vanno rispettate: la formazione è una di queste, perché occorre essere ben preparati per operare al servizio di persone fragili. Le porte del nostro gruppo sono sempre aperte: siamo in 31, ma ci sarebbe veramente bisogno di forze ulteriori!”.
L'attività del volontario Avulss – presente al Kennedy e alla Casalbergo due ore al giorno, mattino e pomeriggio – è chiara e, pur tra diverse situazioni, si può riassumere in alcuni atteggiamenti concreti: aiutare i malati a mangiare, star loro vicino con la deambulazione assistita quando segnalata da medici e fisioterapisti, semplicemente chiacchierare e fare un po' di compagnia.
“Specialmente alla Casa di Riposo – rileva la signora Volli – ci sono persone che non hanno nessuno. Spesso, hanno solo noi volontari e ci accolgono a braccia aperte! Ci accolgono bene. Ci cercano se, per qualche motivo, manchiamo. Noi volontari tutti ci comportiamo con rispetto ed educazione. I malati, se avvicinati e seguiti, sono felici, anche solo perché li teniamo un po' su di morale: con loro una battuta non manca mai. Un malato è sempre un malato e va trattato con cura, attenzione e rispetto, ma cerchiamo sempre di mettere in pratica il nostro motto associativo che è Un sorriso rimane per sempre: a loro fa piacere, anche perché nella condizione cui sono costretti hanno già una preoccupazione. Il sorriso e un pizzico di gioia possono veramente aiutare”.
“Noi passiamo da tutti – aggiunge la referente dell'Avulss cremasca – per portare semplicemente un saluto e per scambiare qualche parola buona, poi è il personale delle strutture socio-sanitarie che ci indica chi ha più bisogno di aiuto e di sostegno. Il rispetto, da parte nostra, non deve mai mancare: è questo un dovere che dobbiamo sempre tenere in grandissima considerazione”.
Un altro concetto che sta alla base dello spirito che anima i volontari dell'Avulss è quello di “misericordia”: nell'attività svolta, infatti, si cerca pure di valorizzare la dimensione umana e spirituale, nella consapevolezza che “se manca questa, manca tutto!”. Quando si può, si accompagnano le persone ricoverate anche alle sante Messe celebrate nelle cappelle delle strutture.
“Siamo contenti di quel che facciamo – riprende Enrica Volli – ma alle volte, è innegabile, ci assale anche un po' di tristezza, specialmente alla Casa di Riposo: qui ci sono persone anziane che non usciranno più, fino alla morte. La loro vita finirà in quelle mura: e allora, è ancor più importante stare loro vicini, assistendoli con rispetto. E con il sorriso, anche se nel cuore si è magari un pochino tristi”.
Ai malati i volontari dell'Avulss donano il loro tempo non per hobby, ma perché ritengono giusto darlo. Lo danno con il cuore, attraverso una presenza qualificata, con una base formativa irrinunciabile.
Dal cuore nasce il sorriso, che si manifesta sulle labbra e che, a volte, è una “medicina” assai potente. “Visitare gli infermi” è allora una grande opera di misericordia: ognuno – come ha scritto papa Francesco nella preghiera composta per la Giornata mondiale del malato – consolando chi soffre, diventa “mani, braccia e cuore che aiutano Dio a compiere i suoi prodigi, spesso nascosti”.
Giamba Longari