SAN DOMENICO – VAN DE SFROOS

La capacità di rinnovarsi, di coinvolgere sempre, di ammaliare. Ha confermato questo nel suo ritorno a Crema il bravo cantautore lecchese Davide Van de Sfroos. Ennesimo omaggio alla terra cremasca la scelta di Crema per la data zero, di partire dal San Domenico per la sua nuova tournée “Folk Cooperatour”, dal folk alla musica sinfonica e ritorno a casa, dopo l'uscita a dicembre del suo nuovo album Synfuniia. E è stato un ritorno a casa, alle melodie e alle canzoni scritte a volte parecchio tempo fa, ma rielaborate e riproposte con estro e con la collaborazione con un giovane gruppo musicale di Lecco, gli “Shiver”, per confrontarsi e ritrovare freschezza, come ha detto lo stesso Davide Bernasconi. Un inizio subito travolgente con un brioso e felice Nona Lucia, personaggio dell'infanzia, una donna d'altri tempi, ma anche moderna che “parla sui serpeent, La parla cun't i sàss” e “gioca a carte col prete”. Van de Sfroos ha salutato con un “ben ritrovati” in questa bellissima chiesa (“che lo è ancora, non è sconsacrata”ha aggiunto ndr) il pubblico, che ha riposto con un tutto esaurito e con passione e con affetto alla chiamata di questo etnico e magnifico narratore di storie. 

In affiatamento con gli Shiver ha intonato il poetico e fantasioso Sciamano, mentre il bellissimo Pulenta e Galena fregia si è confermato una rappresentazione perfetta della forza della memoria e dei ricordi, in questo caso della propria infanzia, coinvolgendo in questo viaggio a ritroso tutti i sensi: l'ascolto dei rumori (le espressioni onomatopeiche), le visionarie immagini visive, i sapori antichi di cose povere e semplici, intonando “sculta al vent”, “la candela che la sta mai ferma”, “la finestra che la sbat”. De Sfroos e gli Shiver hanno poi riproposto una gioiosa e contagiosa ballata come La macchina del ziu Toni, viaggio immaginario con la macchina dal ziu Toni “senza marce e cuppertoni”, “nustalgia de l'uratori” alla ricerca del proprio futuro al ritornello di “vada cume bali ben”.

Ne Il costruttore di motoscafi, Davide ritrova la storia di un uomo particolare, capace di dare un'anima al legno con delle creazioni speciali, grazie alle quali dialoga anche con la natura, con contaminazioni non solo musicali, ma anche linguistiche del proprio dialetto con la terra siciliana (Mescolanza, contaminazioni culturali e non, che diventano anche sovrapposizioni dialettali). Il costruttore di motoscafi è uomo innamorato e poeta, che paragona “el laagh de Comm… ” non l'è faa cumè un omm  “Ma me sun sicüür che l'è una döna Te gh'eet de facch el fiil se te voeret sultàcch söe Perché suta la göna gh'è la prona   E per pudè seguì ogni so caprizzi ho imparàa a curvà el legn    E indrizzàl quaand che l'è stoort.” Uno spirito creativo che il costruttore di motoscafi esprime con “Ghirigori sura l'acqua e la mia firma sura l'unda cun la barca che se impenna, Cun la barca che la dunda.     
Brani pieni di ritmo, eseguiti con forza e in affiatamento con gli Shiver sono Genesio, Guglielmo Tell, Cimino, ritratti di uomini con proprie filosofie di vita, innamorati della vita e della voglia di vivere. Grande espressività musicale e timbro per Goga Magoga, sorta di canto liberatorio, che attinge anche dalla tradizione biblica e che dice della voglia di farcela, invito anche a “non piangersi addosso e a svegliarsi”. Straordinario brano musicale quello di Caino e Abele, nel quale la forza ritmica diventa per l'appunto il contrappunto musicale a una narrazione che si fa ironica con una riscrittura dei passi della Bibbia. In esso con sapiente ironia il Caino di turno, quello sempre al posto sbagliato ecc., riscrive il finale, defilandosi prima che succeda l'irreparabile.

Altri brani di grande forza narrativa e espressività musicale sono Grand Hotel, Long John Xanax. New Orleans è un omaggio alla città statunitense quando venne colpita dall'uragano Kathrina, ma sovrapposta anche con la gente del suo lago. Canzone dolce e struggente, nonché storia d'amore, nel quale afferma “siamo bambole wodoo trafitte in ogni punto” e nella stessa invita l'amata a smettere di piangere. Bellissimo, struggente e di forza intimista è Minatore di Frontale, uomo di un paese della Valtellina, simbolo di tutti i minatori e di tutti coloro che lavorano sotto la terra, camminano in perpendicolare, vale a dire nelle asperità e difficoltà. In questo brano graffiante per tematiche affrontate, per il minatore la vita è stata una galleria, ha voglia di guardare il sole e ha imparato i segni e i sogni della roccia, li ha mescolati ai suoi e la roccia l'ha frantumata tutta. Altre anime, altre suggestioni musicali si ritrovano in Duello (autentico e coinvolgente pezzo western in versione locale). Di grande coinvolgimento musicale, strumentale e narrativo anche El. diaul e Cau boi. Bis richiesto e concesso con grande verve da Van de Sfroos, che “ritorna a casa” veramente con suoi brani noti come Yanez, Curiera, Balera E da ultimo una tenerissima e paterna Ninna Nanna, nella quale il bravo cantautore laghée con l'affiatato gruppo degli Shiver, ha proposto il tema universale del vivere attraverso questo contrabbandiere, paragonato al Cristo nelle difficoltà e fatiche, che deve affrontare ogni giorno anche per il suo bambino e la sua famiglia. Lo ha fatto, eseguendo il pezzo scendendo dal palco ed infrangendo la barriera che di solito divide artisti e pubblico, proprio per salutare con più calore un pubblico, coinvolto ed entusiasmato dalla sua creatività e forza affabulatoria musicale e intimista. 
Grande sintonia con i bravi Shiver (Lorenzo Bonfanti: chitarra, percussioni, voce
Stefano Bigoni, piano, lap-steel, tromba, voce, Andrea Verga: banjo, mandolino, chitarra, voce Stefano Fumagalli: contrabbasso, Luca Redaelli: violino) 
 grazia mazzini