REGIONE – POLITICHE PER LA FAMIGLIA

“Il Pd prende lucciole per lanterne. Non è vero, come vanno dicendo da giorni alcuni colleghi del Partito Democratico in consiglio, – sostiene con fermezza il consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, Carlo Malvezzi – che Regione Lombardia ha operato tagli sulle misure dedicate alla famiglia. Bisogna analizzare con onestà intellettuale i dati del bilancio e la storia pregressa.”
“Il Fondo regionale a favore della famiglia e dei suoi componenti fragili – spiega – ha visto un progressivo incremento sia in termini di risorse che di misure adottate, passando da un investimento iniziale di circa 40 milioni di euro ai 50 milioni del 2015, confermati anche per il corrente esercizio, con una possibilità di implementazione per nuove misure a cui corrisponderà un incremento delle risorse.”
A proposito dei fondi legati alla maternità Malvezzi chiarisce inoltre che “i 9 milioni del 2012 si riferiscono a un dato di consuntivo su misure adottate senza regole e su una semplice autocertificazione”.
“Stabiliti poi i criteri per l'accesso a Nasko – ad esempio la certificazione fatta dai consultori o dagli enti preposti, precisa l'esponente Ndc al pirellone – si è arrivati a un dato consolidato su base annua di 2,2 milioni di euro, che si conferma anche per quest'anno rispondendo a tutte le richieste. Inoltre è stata prevista una diversificazione degli interventi a sostegno della famiglia.”
In aumento anche il Fondo sociale regionale, destinato ai servizi per minori, anziani e disabili: “Nel 2015 erano stati stanziati 51 milioni di euro nel bilancio di previsione – fa osservare – ma in fase di assestamento si è passati a 70 milioni e il dato di partenza per la previsione 2016 è di 54 milioni di euro ma contiamo di confermare lo stanziamento dell'anno scorso”.
“Si sta concludendo anche il quadro attuativo della legge regionale 15/2015 'Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari', a cui saranno attribuite anche le risorse necessarie; i 700 mila euro stanziati nel 2015 – puntualizza – era u dato su un anno già iniziato e sarà pertanto aggiornato sulla base delle evidenze derivanti dalla prima fase di implementazione della legge”.
“Tutto questo – sottolinea Malvezzi – accade mentre da Roma si continua a registrare una riduzione di trasferimenti agli enti intermedi, che mettono Regioni e Comuni nelle condizioni di dover ridurre servizi talvolta essenziali. In Lombardia, sul fronte del welfare, questo non accade. Anzi, con l'introduzione del reddito di autonomia abbiamo investito nuove risorse a favore di chi è più in difficoltà, dentro e fuori la famiglia, segno della volontà di far crescere la nostra regione partendo dalla persona e dai suoi bisogni.”