TERAPIE SALVAVITA – BASTA REPERIBILITÀ

Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e dunque è in vigore, uno dei decreti attuativi del Jobs Act, che elimina anche per le lavoratrici e i lavoratori del settore privato l'obbligo di reperibilità in caso di malattie gravi che richiedono terapie salvavita.
“Governo e Parlamento – commenta con soddisfazione la parlamentare cremasca del Pd Cinzia Fontana – hanno messo la parola 'fine' a una disparità inaccettabile tra lavoratori pubblici e privati in malattia per sottoporsi a terapie salvavita, adeguando la normativa relativa all'obbligo di reperibilità dei dipendenti privati a quanto già in vigore per i loro colleghi del settore pubblico.”
“Dal 22 gennaio scorso – avverte – le lavoratrici e i lavoratori del settore privato non sono più obbligati a rispettare le fasce di reperibilità se la loro malattia è riconducibile a una delle seguenti circostanze: patologie gravi che richiedono terapie salvavita (chemioterapia, emodialisi.); stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta (che deve aver determinato una riduzione della capacità lavorativa nella misura pari o superiore al 67%).”
Naturalmente, per far scattare l'esclusione della visita fiscale a domicilio, il dipendente dovrà presentare adeguata documentazione.