MARONI VUOLE IL CANTONE DELLA VAL PADANA

Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha deciso: le sedi territoriali della Regione (Ster) verranno chiuse e al loro posto si istituiranno 8 Uffici territoriali regionali (Utr), sostanzialmente coincidenti con le nuove ATS-Agenzie di Tutela della Salute, che hanno sostituito, aggregandole, le vecchie Asl.
Si tratta di una decisione assunta in via sperimentale contenuta nel Primo provvedimento organizzativo del 2016, approvato venerdì scorso dalla Giunta regionale. La riorganizzazione è fatta in vista del completo superamento delle Province che avverrà con l'approvazione della Riforma della Costituzione.
L'assetto prefigurato nella delibera ricalca la proposta avanzata la scorsa settimana da Maroni di istituire in Lombardia 8 cantoni.
Saranno quindi cancellati gli Ster di Cremona e Mantova, ma non è ancora chiaro in quale delle due città avrà sede il nuovo Utr della Val Padana. Se fosse seguito lo stesso criterio delle ATS sarà a Mantova.
“A Maroni il parere del territorio non potrebbe interessare di meno”, commenta molto critico il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni. “Pochi giorni fa, lanciando l'idea degli 8 cantoni, aveva assicurato che avrebbe sentito anche le autonomie locali e i vari portatori di interesse, come noi gli abbiamo chiesto con forza, perché nella costruzione delle nuove Aree Vaste è necessario ragionare con criteri di omogeneità e funzionalità.”
“Peraltro oggi c'è una grande confusione – fa osservare – con territori diversi per settori diversi: ci sono ancora le vecchie province, ci sono le ATS con altri confini, le agenzie della mobilità con altri confini ancora, poi ci sono le Aler e infine i collegi elettorali della Camera.”
“Era davvero necessaria questa fuga in avanti?”, si chiede. “Secondo noi no e credo che bisognerà chiedere a Maroni e alla sua Giunta di fermarsi. Anzi – conclude perentorio – di fare un passo indietro.”
Altrettanto critico nei confronti della Regione sulla decisione di chiudere lo Ster anche il presidente della Provincia di Cremona, Carlo Vezzini.
“Adesso basta: non è possibile che mentre le Province si mettono d'accordo per gestire comunemente risorse umane e servizi amministrativi – osserva – dall'altra parte c'è chi fa di tutto per avvantaggiare un territorio rispetto a un altro, senza perseguire un chiaro indirizzo di parità ed integrità territoriale.”
“Se i nuovi Uffici territoriali regionali davvero saranno sostanzialmente coincidenti con le nuove ATS, significherebbe portare lo Ster da Cremona a Mantova. Stiamo traghettando la Provincia verso l'Area Vasta, tra mille difficoltà, rispetto ad altre Regioni; stiamo, inoltre, portando avanti con Brescia, Bergamo e Mantova servizi sinergici coordinati – aggiunge Vezzini – e da un lato il Governo decide di portare la Soprintendenza a Mantova, dall'altro la Regione ha trasferito, in un brevissimo periodo, sempre a Mantova l'Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, l'ATS sul versante sanitario e ora pare anche la sede territoriale svuotando così il territorio cremonese?”
“O ci muoviamo tutti nella stessa direzione – sottolinea il presidente della Provincia di Cremona – o queste fughe in avanti, apparentemente disomogenee, ma con una precisa regia sotterranea, stanno delocalizzando e destrutturando il cremonese nel mantovano, senza pari dignità ed equilibrio nella presenza dei centri decisionali, come invece abbiamo sempre richiesto, ma pare siamo rimasti inascoltati del tutto.”
“È un fatto gravissimo – commenta – tenendo presente che abbiamo ben due consiglieri di maggioranza in Regione, eletti nel cremonese: di cui uno, Malvezzi, presidente della Commissione Affari istituzionali, a cui spetterà analizzare le prossime decisioni della Regione nella definizione delle Aree vaste; e l'altro, Federico Lena della Lega, che si dovrà impegnare affinché federalismo non equivalga a depauperamento del cremonese nel ridisegno istituzionale regionale.”
“Mi auguro che ben presto ci si possa davvero trovare tutti a un tavolo – conclude il presidente Vezzini – per capire quali sono le intenzioni reali, non di facciata, di chi avrà il ruolo e la responsabilità di fare le scelte a livello regionale rispetto alle Aree Vaste, in modo anche da spiegarlo ai cittadini: io mi opporrò duramente contro ogni decisione che continui a svuotare il territorio dal Cremasco, Cremonese e Casalasco verso altri territori.”