I FUNERALI DI DON AGOSTINO

Ultimo addio questo pomeriggio alle 15.30 a don Agostino Alghisi nella chiesa parrocchiale di Vaiano. Ha presieduto l'Eucarestia il vicario generale don Maurizio Vailati. Il vescovo Oscar, impossibilitato a partecipare alla celebrazione, ha inviato un messaggio che il celebrante ha letto all'inizio della liturgia. Nell'impossibilità di essere presente, ha voluto ricordare di aver incontrato ancora recentemente don Agostino che tuttavia ha faticato a riconoscerlo, vista la sua ormai difficoltà percettiva. “Lo ringrazio – ha aggiunto il vescovo – per il suo ministero pastorale nelle diverse comunità che ha guidato. Lo ricordo come zelante pastore nell'ultima parrocchia dove ha voluto accompagnarmi nella casa di molti ammalati che erano oggetto delle sue cure.” E lo ha invocato perché sia sempre presente e affianchi il cammino della nostra Chiesa.
Presenti al funerale molti fedeli delle diverse parrocchie di cui don Agostino è stato parroco, le due sorelle, un buon numero di sacerdoti: a fianco del vicario generale il parroco di Vaiano don Attilio Premoli. È toccato a lui pronunciare l'omelia e ricordare la figura del sacerdote defunto che ha seguito spiritualmente negli ultimi anni di vita.
Ha spiegato innanzitutto perché ha voluto mettere sulla bara la Sacra Bibbia: perché come sacerdote ha attinto abbondantemente dalla Parola di Dio e dall'Eucarestia.
E commentando il brano della lettera di un San Paolo stanco e sofferente s'è soffermato sulla frase “quando sono debole è allora che sono forte”. “Una frase che mi veniva in mente – ha spiegato – quando andavo da don Agostino: mai si è lamentato della sofferenza, mentre man mano veniva meno. E quando non riuscì più a parlare e neanche a pregare, guardava solo alcune icone e sorrideva.
In questi anni – ha aggiunto – mi ha fatto molto bene questa sua serenità. Una serenità che è sempre stata presente nella vita di don Agostino, nel suo sguardo semplice e sereno.
La gente che l'ha conosciuto lo considera un sacerdote semplice ed umile, con un'attenzione verso i più deboli e verso le missioni.
Quando gli confidavo le difficoltà della parrocchia, mi diceva: io non sono in grado di darti consigli, ma Dio ci ha scelti e quindi non avere paura.”
Don Attilio al termine dell'omelia ha ricordato il tragico momento della vita di don Agostino: l'uccisione del padre da parte dei tedeschi al termine della seconda guerra mondiale. “Le sorelle mi hanno raccontato che in quei momenti concitati, non trovavano più don Agostino (aveva allora otto anni): era in chiesa e piangeva per due motivi: perché non aveva più il papà e perché non poteva più fare il prete. Ma il Signore l'aveva chiamato e ha compiuto la sua promessa.”
Al termine dell'Eucarestia, dopo l'aspersione a ricordo del battesimo e l'incensazione, la salma di don Alghisi è stata sepolta nel cimitero di Monte Cremasco, paese dove era nato il 2 dicembre 1936.
Ordinato sacerdote 27 maggio 1961, il primo incarico pastorale lo ha svolto a Montodine come coadiutore. Vi è stato per ben quindici anni, dal 1961 al 1976. Quindi il passaggio a Izano, ancora come coadiutore. Vi è rimasto comunque solo due anni, il vescovo mons. Manziana lo ha scelto subito come parroco di Farinate nel 1978. Nel 1986 mons. Tresoldi gli ha affidato la parrocchia di Scannabue, dove ha svolto il suo ministero fino al 2000, per concludere il suo servizio sacerdotale a Pieranica dove il vescovo Paravisi lo ha nominato parroco nel 2000. Vi rimarrà fino al 2011; nello stesso tempo fungeva da amministratore parrocchiale di Azzano (2001-2011). Giunta l'età della pensione, don Agostino dal 2011 si è ritirato a Vaiano Cremasco dove ha svolto l'attività di cappellano fino aquando la salute glielo ha permesso.