CREMA – GIORNO DELLA MEMORIA 2016

Celebrata anche in città il Giorno della memoria, per non dimenticare le vittime innocenti della Shoah.
L'amministrazione comunale, in collaborazione con il Comitato di promozione dei principi della Costituzione, hanno quest'anno innovato il cerimoniale, centrando il momento commemorativo sull'evento in piazzo Duomo con protagonisti gli alunni della scuola media Galmozzi e al quale, oltre a diversi cittadini, hanno assistito anche studenti di alcune altre scuole secondarie di primo e secondo grado.
La mattinata di riflessione su quanto accaduto il 27 gennaio di 71 anni fa è culminata nella libera esecuzione – da parte di un gruppo di giovani musicisti della scuola e con il resto dei compagni a fare il coro, sotto la direzione del maestro Gianantonio Rocco – di “Memento”, composizione corale di Balàzs 'Arpàd, e letture in ricordo di prigionieri e vittime dei campi di sterminio.
Il sindaco Stefania Bonaldi, nel ringraziare i ragazzi e le ragazze della Scuola Galmozzi per l'importante contributo dato alla Memoria dell'Olocausto, ha sottolineato come “qualcuno nella nostra civile e progredita Europa, arbitrariamente, ottant'anni fa si mise a dividere ciò che era 'dritto' da ciò che era 'storto', un po' come quando si è passati dalla produzione artigianale a quella industriale, in cui in automatico si riescono a scartare le componenti che appaiono mal riuscite. Ma qualcuno, in quell'Europa, iniziò a fare questa divisione fra ciò che era 'dritto' e ciò che era 'storto' sulle persone”, cercando “il metodo più efficace per rimediare allo sbaglio”.
“Questa logica arbitraria, che se ci fermiamo a pensare è follia allo stato puro, si è portata via & milioni di ebrei sterminati dai nazisti, decine di migliaia di zingari, migliaia di disabili”, ha ricordato.
“Tutti erano portatori di due grandi colpe. Essere ciò che erano ed essere incappati nelle spire di un pensiero paranoico diffuso, che li aveva catalogati fra gli 'storti' di cui si poteva fare a meno.
Il mio invito a tutti voi, ma in particolar modo alle ragazze e ai ragazzi è stare attenti al pensiero “unico”, alle omologazioni, al farsi trascinare da quello che fanno gli altri senza giudizio, senza valutazioni proprie, senza autonomia di pensiero.
Il mio invito è di coltivare e custodire gelosamente la propria libertà di pensiero e di giudizio. Il nazismo nel secolo scorso potè affermarsi in Germania e nel resto d'Europa anche e soprattutto a causa della scarsa libertà di pensiero molte persone “normali”. Che non opposero resistenza, che si omologarono a quel pensiero dominante che divideva arbitrariamente chi era “dritto” e chi era “storto”.
Diffidate, ragazzi, di chi vi propina visioni della vita spacciandole per Verità assolute, continuate a coltivare domande, a chiedervi il perché delle cose, leggete nella vostra coscienza ogni giorno per chiedere a voi stessi, prima che ve lo dicano gli altri, se un comportamento è giusto o sbagliato, se è un valore o un disvalore; non fidatevi di chi vi impone il proprio metro di giudizio come assoluto, di chi ritiene di possedere in modo totale ed esclusivo le verità del mondo.
Ricordate che tutto ciò che ci riconcilia con la vita e con gli uomini è un valore, ed è un valore che non ammette arroganza, che non tollera prepotenze, perché una persona manovrata non potrà mai dirsi libera, e quando il dosaggio delle persone non libere supera i limiti fisiologici ammessi, basta un folle qualsiasi, come ottant'anni fa, a creare effetti domino terrificanti.
Un popolo trasformato in un'onda acritica, in quegli anni terribili del secolo scorso, quasi annientò il pianeta. Noi siamo qui a farne Memoria perché non vogliamo che questo si ripeta.
Grazie, di cuore, per questa mattinata di riflessione e di impegno che avete offerto alla nostra città.”