L'INCENERITORE NON SARÀ SMANTELLATO

“Questa volta, in tutta onestà, è difficile dare torto all'assessore regionale all'Ambiente Terzi – osserva il deputato cremasco di Sinistra Italiana, Franco Bordo – quando sostiene che la Lombardia viene pesantemente penalizzata dal decreto governativo.”
“La città di Cremona e tutto il territorio provinciale vengono pesantemente penalizzati, perché con questo decreto del Governo in materia di rifiuti – aggiunge – l'impianto cremonese, in sfregio alla volontà di procedere al suo spegnimento espressa dalla città, tramite l'amministrazione comunale, viene ora ufficialmente inserito tra le 'infrastrutture e gli insediamenti strategici di preminente interesse nazionale'.”
“La truffa della cosiddetta macroregione del Nord, individuata per l'incenerimento dei rifiuti – evidenzia critico Bordo – cancella, o per lo meno congela per lungo tempo, le aspettative date da scelte autonome e consapevoli dei territori.”
La Lombardia, a fronte di una capacità di incenerimento complessiva pari a 2.350.200 tonnellate/anno, fa osservare, nel decreto risulta avere un fabbisogno di incenerimento pari a 1.771.269 tonnellate/anno: quindi con “una sovrabbondanza di 578.931 tonnellate annue, che permetterebbe senza dubbio – sottolinea il parlamentare – l'avvio di una politica di decommissioning di alcuni impianti, tra cui quello di Cremona”.
Includendo nella macroregione del nord Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Province autonome di Trento e Bolzano, Veneto, Friuli ed Emilia Romagna, fa osservare, “gli inceneritori lombardi dovranno assicurare l'incenerimento di tonnellate di rifiuti provenienti da varie regioni, tra cui Liguria (234.786), Veneto (174.759), Trentino (53.000) e Piemonte (52.427). Infatti il decreto recita testualmente che la sovraccapacità della Lombardia sopperisce all'elevato fabbisogno di altri territori che compongono la macroarea”.
E sempre stando al decreto, puntualizza Bordo, “per modificare queste scelte ci vorrà tempo e, soprattutto, che le altre regioni si dotino di impianti adeguati sul loro territorio”.
“Oltre al danno, la beffa: forse è il caso che i consiglieri Alloni (Pd) e Malvezzi (Ncd) la smettano con il teatrino locale – chiosa caustico – e si attivino con i loro partiti per modificare l'impostazione data dal Governo, che ambedue sostengono.”