REGOLAMENTARE L'ATTIVITÀ DI LOBBYING

Il gruppo consiliare del Pd al Pirellone ha presentato ieri alla stampa il progetto di legge per regolamentare l'attività di lobbying – ovvero di relazioni tra portatori di interesse legittimo e istituzione – nei confronti della Regione.
Il testo – depositato il 7 dicembre scorso e già assegnato alla 2a commissione Affari istituzionali – è stato in realtà redatto da Fabio Bergamaschi, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Crema. Il quale, su sollecitazione del consigliere Agostino Alloni – d'intesa con il collega di gruppo e presidente della commissione speciale Antimafia, Gianantonio Girelli – ha sviluppato in proposta di legge il lavoro svolto al Master in “Processi decisionali e lobbying in Italia ed Europa”, conseguito a Tor Vergata.
“Riteniamo indispensabile che anche la Lombardia, come altre regioni hanno già fatto, si doti al più presto di un provvedimento che si occupa della rappresentanza degli interessi legittimi”, ha osservato proprio Girelli, illustrando il progetto di legge alla stampa.
“Il contatto tra decisori e portatori d'interesse – ha spiegato – deve essere codificato e trasparente. Per questo occorre mettere mano a un tema come quello del lobbismo che, nel tempo, ha acquisito sempre più importanza.”
Al momento, sono tre le Regioni che si sono date una legge in materia: Toscana, Molise e Abruzzo.
“La norma – ha spiegato Bergamaschi, invitato al tavolo a illustrare in dettaglio il testo – poggia su due pilastri fondamentali: la trasparenza e la partecipazione.”
“Il primo è mirato a far emergere tutti gli interessi coinvolti nel processo di decision making, prevedendo – ha sottolineato – anche l'istituzione di due registri, uno per la Giunta e uno per il Consiglio regionale, per l'iscrizione dei legittimi portatori d'interesse, evidenziando i criteri di selezione per l'iscrizione e le sanzioni per i trasgressori.”
“Il secondo – ha aggiunto – consente alle lobby, grazie alla tracciabilità delle relazioni intrattenute con l'istituzione, di diventare soggetti legittimati a far parte del processo legislativo e decisionale che poi il legislatore deve condurre a sintesi nel principio dell'interesse generale.”
“Sono consigliere da 5 anni e ho seguito in questo periodo molte audizioni nelle quali però i soggetti coinvolti sono sempre gli stessi, non più di 30 o 40 realtà. Oggi questi soggetti vengono scelti in modo discrezionale. Noi vogliamo non solo dare trasparenza – ha osservato Alloni – ma anche dare un'opportunità a tante realtà minori e territoriali che altrimenti restano escluse.”
“È importante che ora la proposta Pd venga messa al più presto all'ordine del giorno e proceda su un binario rapido e sicuro”, ha chiosato.
Da parte sua Bergamaschi, al rientro dalla presentazione al Pirellone, non ha nascosto la soddisfazione di aver elaborato il testo normativo che, vagliato nelle commissioni competenti, possa portare all'approvazione di una legge “che va a colmare una lacuna pesante, come dimostrano i tanti scandali”.
“La sfida – ha aggiunto – è promuovere la trasparenza nel dialogo tra gruppi di pressione, che portano avanti legittime istanze, e decisori pubblici; coinvolgendo i primi nel processo decisionale, a fronte di obblighi di correttezza, lealtà e trasparenza.”