REGIONE – INSEDIATO IL COMITATO RIFORME

Insediato ieri pomeriggio, a Palazzo Lombardia, il Comitato Riforme che avrà il compito di cambiare il Sistema delle autonomie, in attuazione della riforma costituzionale.
All'incontro, oltre al governatore Roberto Maroni – affiancato dal sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata Daniele Nava – erano presenti i presidenti delle commissioni del Consiglio regionale e rappresentanti di Anci, Upl e Unioncamere.
Si tratta di una “cabina di regia” proiettata a definire la proposta di un nuovo ordinamento delle autonomie, in attuazione della legge di riforma costituzionale. Che prevede, oltre ad altro, che vengano cancellate le Province, sostituite da zone di area vasta, affidando il compito di definire queste zone alle Regioni. Un'opportunità secondo Maroni per fare un'operazione a cui tiene molto: “la riaggregazione dei territori sulla base della loro vocazione, delle loro appartenenze, dei collegamenti che ci sono e non più sulla base dei confini amministrativi che non esisteranno più tra pochi mesi”.
Primo compito del neo Comitato Riforme – nel cui ambito nascerà anche un Gruppo di lavoro tecnico – sarà quello di elaborare un documento da distribuire ai Tavoli che saranno istituiti in tutte le province come base di partenza, per arrivare a definire una proposta entro fine giugno.
Obiettivo, ha sostenuto sempre il governatore, “è disegnare il nuovo assetto delle autonomie della Regione Lombardia, liberi da vincoli, guardando solo quello che oggi serve per il territorio”. E in questa prospettiva la riforma, a suo avviso, è legata all'evoluzione del sistema socio sanitario. Motivo per il quale ha ribadito la propria intenzione di “far coincidere le aree omogenee, che significano avere per esempio in comune i servizi alla persona, con le nuove Ats che abbiamo già provveduto a creare”.
“L'obiettivo – ha ribadito, in conclusione – è semplificare la vita ai cittadini e dare servizi più efficienti, togliendo tutto quello che c'è in mezzo tra Comune, nuova area vasta o omogenea e Regione.”