DEDALO – CONFISCHE PER 5 MILIONI DI EURO

Nella mattinata odierna, lunedì 11 gennaio, i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Crema unitamente ai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione al decreto con il quale il Tribunale del capoluogo lombardo, con provvedimento a firma del dott. Fabio Roia, ha disposto la sottoposizione di Rocco Cristodaro alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni e 6 mesi e la confisca di 124 immobili, 2 autovetture e 38 rapporti finanziari, nonché di un complesso aziendale, riconducibili al predetto ed al fratello Domenico.
Il provvedimento di confisca dell'imponente patrimonio riconducibile ai fratelli Cristodaro, stimato in 5 milioni di euro circa, ha integralmente recepito gli esiti degli accertamenti patrimoniali che i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Crema unitamente ai Carabinieri della Squadra Misure di Prevenzione della Sezione di Polizia Giudiziaria, sotto il coordinamento e la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica dott.ssa Alessandra Dolci, responsabile dell' Ufficio Misure di Prevenzione, presso la D.D.A. , hanno svolto per oltre un anno, individuando la fitta rete di prestanome e società usate dai fratelli Cristodaro per schermare un patrimonio immobiliare realizzato mediante ripetute condotte illegali, in particolare evasione fiscale, emissione di fatture per operazioni inesistenti e favoreggiamento all'immigrazione clandestina.
Il procedimento di prevenzione nei confronti dei Cristodaro arriva dopo articolate attività investigative riguardanti la criminalità organizzata, coordinate dalla D.D.A. e condotte negli ultimi anni dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e dalla Polizia di Stato.
Il procedimento è stato iscritto nel luglio 2013, nell'imminenza dell'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare che sarebbero state emesse, il settembre successivo, nei confronti del clan Mangano, a coronamento di un'indagine, coordinata dalla D.D.A. milanese e condotta dalla Squadra Mobile di Milano, nella quale Cristodaro Rocco e Domenico risultavano indagati a piede libero per associazione per delinquere di tipo mafioso e false fatturazioni, avendo rivestito il ruolo di commercialisti di fiducia di Porto Giuseppe , principali ideatori del sistema di cooperative che venivano create ad hoc e poste in liquidazione dopo pochi anni per sfuggire ai controlli fiscali.
Già in passato i due professionisti, infatti, erano stati oggetto di indagini dello stesso tenore condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Crema che aveva individuato un fitto reticolo di società utilizzate per una consistente frode fiscale (128 milioni di euro di base imponibile evasa, fatture false per oltre 94 milioni di euro e oltre 600 lavoratori irregolari) e messe a disposizione dei sodalizi criminali per riciclare il denaro proveniente da attività delittuose.
Proprio la D.D.A. milanese decideva poi di avviare nei confronti dei Cristodaro il procedimento di prevenzione, al fine di aggredire l'ingente patrimonio accumulato, profitto delle condotte illegali poste in essere negli anni dai due fratelli e mai colpito nel corso delle pregresse indagini avviate nei loro confronti. La prima fase degli accertamenti si era conclusa, il 15 luglio 2014 con il sequestro, ampiamente confermato dalla successiva confisca, di 124 immobili, 3 società, 2 autovetture e 81 conti correnti.