EPIFANIA: I POPOLI ALLA RICERCA DI DIO

“I Magi sono il simbolo l'umanità alla ricerca di Dio. Lo Spirito Santo mette in ciascuno il gusto di scoprire il senso della propria vita: spero che ogni persona abbia l'inquietudine di capire cosa rende l'uomo veramente uomo.”
Ha iniziato così la sua riflessione sulle letture della Bibbia il vescovo Oscar al pontificale della solennità dell'Epifania, celebrato questa mattina, alle ore 11, in cattedrale.
Il Vangelo di Matteo (2,1-12) racconta che, “nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: 'Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo'. All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: 'A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele'. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo”. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.”
Riflettendo sulla vicenda dei magi il vescovo Oscar ha continuato affermando che “purtroppo spesso ci si affida a ricerche evanescenti che alla fine deludono. Come i Magi nel palazzo di Gerusalemme. Immaginavamo – ha spiegato – che il Re annunciato sedesse a corte. Quanti si illudono che il senso della propria vita si basi sulla potenza, sulla grandezza, sui beni di questa terra, credendo che possano dare la felicità.”
Mons. Cantoni ha sottolineato come i Magi siano stati indirizzati invece a Betlemme; lo hanno fatto dopo aver ascoltato la profezia di Michea. È la Bibbia che rivela anche a noi il vero volto del Cristo. “I credenti – ha aggiunto – si lasciano dunque condurre dalla stella: non è un re potente colui che i Magi incontrano a Betlemme, ma un umile bambino. Dio non ha bisogno di mostrare la sua gloria con grandezza, ma lo fa nella debolezza di un bambino che rivela sua potenza d'amore.”
E ha concluso: “Tra le genti chiamate a far parte del popolo di Dio per costruire un mondo fraterno ci siamo anche noi: cerchiamo la luce del Signore per attingere per realizzare la misericordia di Dio che ci ha raggiunto tramite Cristo luce delle Genti.”